Il sovranista George Simion, sconfitto al ballottaggio dal candidato europeista Nicușor Dan, ha annunciato un ricorso alla Corte costituzionale della Romania per richiedere l’annullamento delle elezioni presidenziali. Secondo lui, infatti, ci sarebbero state delle interferenze francesi nell’esito delle votazioni. Sostiene di avere delle prove a riguardo ma, almeno per ora, non le ha ancora presentate.
La sua tattica, in ogni caso, è stabilire un parallelismo con quanto accaduto nel 2024. Lo scorso novembre il primo turno era stato annullato, dopo che l’intelligence romena aveva riscontrato manipolazioni russe a favore dell’ ultranazionalista Călin Georgescu, vincitore a sorpresa e stretto alleato di Simion.
Elezioni Romania: l’appello di George Simion
Nel post da lui utilizzato per rendere note le sue intenzioni, il politico ha di fatto avallato la scelta della Corte di invalidare il precedente risultato elettorale; fino ad ora, al contrario, aveva sempre definito la decisione «un colpo di Stato». Queste le sue parole: «Per le stesse ragione per cui le elezioni erano state annullate: INFLUENZE ESTERNE di attori statali e non-statali. Stavolta dimostrate da prove! Né la 🇫🇷 né la 🇲🇩, né nessun altro hanno il diritto di interferire nelle elezioni di un altro Stato. A tutti i romeni: chiedete urgentemente alla Corte costituzionale di annullare questa farsa. Non ci arrenderemo […]».
Simion non ha contestato lo scrutinio, ma è convinto dell’esistenza di alcune irregolarità nel voto estero in Moldavia; sostiene, inoltre, che le «tendenze dittatoriali» del presidente francese Emmanuel Macron abbiano alterato il voto popolare. Nel farlo, ha tirato in ballo alcune affermazioni di Pavel Durov, fondatore e CEO di Telegram, che aveva dichiarato su X di aver ricevuto, da parte di un governo, la richiesta di «silenziare le voci conservatrici» presenti sul social. Non aveva indicato esplicitamente di quale esecutivo si trattasse, ma l’emoji di una baguette, da lui usata nel messaggio, non aveva lasciato molti dubbi.
Federica Checchia
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