Politica

Nuovo Dpcm, chiusure di vie e piazze: chi decide? Ecco cosa è successo

Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato le nuove regole introdotte dall’ultimo Dpcm: nuova stretta sugli sport di contatto e orari limitati per i locali come ristoranti, bar e pub. Nessun coprifuoco per i cittadini, ma continuano le trattative sull’introduzione di ulteriori misure ancora più stringenti. In particolare, dopo una riunione durata 6 ore, l’esecutivo aveva raggiunto l’accordo in merito alla decisione sulla chiusura di vie e piazze: erano i sindaci e i governatori a poter decidere, stando alla bozza del nuovo Dpcm, mentre nel testo definitivo del decreto emerge un’incongruenza.

Nuovo Dpcm, chi decide sulla chiusura di vie e piazze?

Non coincidono la bozza e il testo definitivo del nuovo Dpcm, soprattutto per quanto riguarda le decisioni in merito alla chiusura di vie e piazze dedicate alla movida. Infatti, se nella prima bozza del decreto – circolata nella serata di domenica 18 ottobre – si leggeva che spettava a sindaci e governatori stabilire eventuali chiusure, nel testo definitivo emerge soltanto la parola “sindaci”. Per questo motivo alcuni ritengono che il contenuto del provvedimento – frutto di una riunione durata 6 ore – sia stato in seguito modificato. Spetterebbe quindi – in modo definitivo – a sindaci, ma anche al prefetto e ai presidenti di Regione prendere una decisione in merito.

La prima bozza (ore 19:30 di domenica 18 ottobre 2020) recitava infatti: I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”. Dopo i richiami alla modifica da parte di Decaro – presidente Anci – e del Ministro Boccia, però, il testo viene cambiato.

Nulla viene modificato, però, nemmeno durante la conferenza delle 21:30, quanto il premier Conte ribadisce che sono i sindaci a “poter di chiudere strade e piazze”. Poi, due minuti dopo la mezzanotte, viene diffuso da Palazzo Chigi il testo definitivo, che però è uguale alla bozza. Perciò, alle 24:40 viene infine pubblicato il documento ufficiale: “Delle strade o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

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