Nuovo Dpcm, riapriranno i ristoranti? In che modo? Si cerca la quadra attorno al nuovo Dpcm che deciderà, gioco forza, il Natale 2020 degli italiani. Le date clou si avvicinano e pare ormai chiara la strategia del decreto a due stadi. Restano tuttavia divergenze su alcuni punti cardine, come gli spostamenti tra regioni e il coprifuoco. Ecco, di seguito, il quadro della situazione con le ultime novità. Conte sulle zone rosse: “Se trend continua a fine mese spariranno”. È probabile che si vada verso due Dpcm – o verso un Dpcm a due stadi – il primo valido dal 3 al 23 dicembre il secondo dal 23 dicembre al 6-15 gennaio.

I numeri della pandemia sembrano iniziare a dare qualche segnale positivo, seppur ancora molto timido, e il governo non vuole commettere ancora una volta l’errore della scorsa estate, quello di allentare la tensione. Significherebbe una nuova devastante ondata di Covid 19. Il nuovo Dpcm entrerà in vigore dal 4 dicembre, quando Piemonte e Lombardia potrebbero ottenere la fascia arancione e altre regioni quella gialla.

Il governo potrebbe decidere di ampliare l’orario di apertura dei negozi per cercare di diluire le presenze e ridurre al massimo gli assembramenti, potrebbe arrivare anche ad una fascia 9-22. I centri commerciali dovrebbero essere aperti anche nei festivi. Per bar, ristoranti e pasticcerie c’è l’ipotesi dell’obbligo della mascherina quando non si mangia, della riduzione a quattro dei posti a tavola, del mantenimento obbligatorio di un metro di distanza.

Per il coprifuoco probabile la concessione di rientrare alle 23 o anche alle 24. Più complessa la discussione sullo spostamento da regione a regione, il governo vorrebbe mantenere il divieto, per evitare il forte rischio di innescare un ulteriore aumento dei contagi.

Non sembrano essere però previsti allentamenti in ingresso o uscita dalle regioni in fascia rossa e arancione, questo anche durante le festività natalizie. Una norma, questa, molto controversa. Ma i Ministri Francesco Boccia Roberto Speranza spiegano che “mai potremmo ripetere quanto accaduto la scorsa estate con assembramenti e viaggi“. Resta il divieto di assembramento all’aperto e al chiuso. Si raccomanda di evitare anche feste e cene in casa. Infine, lo sport, destinato a pagare il dazio maggiore. Stando alle indiscrezioni appare molto improbabile una riapertura delle palestre, così come dovrebbe restare il divieto della pratica di ogni sport di contatto, chiusi anche gli impianti sciistici. Su quest’ultimo punto si registrano pressioni degli amministratori locali per salvare la stagione turistica.