«Non ci stiamo chiedendo se agire o meno, ma come agire e quali azioni intraprendere». Con queste parole, il governo britannico ha ribadito la sua intenzione d’intervenire in modo deciso nella problematica riguardante i biglietti dei concerti degli Oasis. È stata infatti aperta una consultazione ufficiale per studiare al meglio la questione, concentrandosi in particolare sull’aspetto del dynamic pricing.
Lo scopo è rendere l’esperienza del revival tour della band di Manchester un’esperienza piacevole e accessibile per tutti, con una rivendita di biglietti trasparente ed equa. Come ormai da copione, quando si parla di grandi eventi, i fans vedono i ticket andare sold out in pochi secondi, per poi ritrovarli, qualche minuto dopo, sul mercato secondario e su siti terzi, con una maggiorazione di prezzo elevatissima.
Biglietti per gli Oasis: una questione spinosa
Il Ministro per la protezione dei dati e le telecomunicazioni Chris Bryant ha spiegato il suo obiettibo: «Ora è importante capire quali azioni intraprendere. Il primo problema è quanti biglietti possono essere comprati da una singola persona visto che è chiaro che ci sono dei bot che usano nomi inventati per acquistarne a centinaia. Come possiamo risolvere questa cosa? Il secondo problema è definire il prezzo massimo. Dovrebbe essere solo il valore nominale del biglietto? Questo è quello che fa il Principality Stadium per le partite della Welsh Rugby Union. O dovrebbe essere il valore nominale più le tasse o più il 10-30 per cento? Questo è il range su cui ci stiamo consultando. Terzo punto: ci stiamo consultando sull’opportunità di un sistema di licenze. Siamo aperti a opinioni in merito».
Il secondary ticketing è spesso al centro di enormi polemiche e dibattiti. Lo abbiamo visto con i concerti dei Coldplay, di Taylor Swift, e di molti altri artisti; ultimi, ma non per importanza, proprio i fratelli Gallagher. Gli stessi Oasis, contrari a questa speculazione a spese del proprio fandom, hanno di recente annunciato di voler annullare cinquantamila biglietti della loro reunion acquistati da rivenditori non ufficiali. Una guerra aperta tra artisti e bagarinaggio, insomma; e sembra che, finalmente, qualcosa stia cambiando, grazie anche a Liam e Noel.
Federica Checchia
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