In Italia 1 milione e 800mila donne sono affette da una malattia invisibile ma invalidante. Molto spesso non riconosciuta, e della quale si parla troppo poco. Per questo dal 2014, ogni 28 marzo si parla di Giornata mondiale dell’endometriosi, patologia che colpisce le donne in età riproduttiva. Si parla di malattia nel momento in cui l’endometrio, ovvero il tessuto che ricopre internamente l’utero, cresce anche all’esterno, su diversi livelli di gravità, che vanno ad intaccare la salute fisica e riproduttiva di chi ne è affetto. Oggi, a Montecitorio, la facciata si tingerà di giallo, colore simbolo della patologia.
Giornata mondiale dell’endometriosi, come fare prevenzione

Si tratta di una malattia difficile da diagnosticare. non per mancanza di diagnostica, ma perché, molto spesso, chi ne soffre non viene creduta. Il 64% delle ragazze con forti dolori legati al ciclo mestruale ha già l’endometriosi, ma ancora non lo sa. Questo perché è ancora, purtroppo, socialmente accettato il fatto che avere le mestruazioni significhi provare dolore. La nostra società tende a minimizzare la gravità della situazione, anche quando diventano un disturbo debilitante che interferisce con la normale vita quotidiana. Tantissime ragazze infatti sono anche costrette a saltare la scuola, in media per 19 giorni l’anno. I dati non sono inventati: in una review dell’University College di Londra e dell’Università di Birmingham, pubblicata sul Journal of Pediatric & Adolescent Gynecology, i ricercatori hanno esaminato 19 studi condotti tra il 2011 e il 2019. I dati riportano che su un di 1.243 ragazze di età compresa tra i 10 e i 25 anni, con dolore mestruale cronico, hanno scoperto l’incidenza dell’endometriosi ben 6 su 10.
Ma come mai il tasso di persone malate sembra aumentare? Alcuni approfondimenti preliminari dell’Istituto Superiore di Sanità ci dicono che l’incidenza dell’endometriosi potrebbe essere associata alla residenza in aree contaminate da inquinanti persistenti. Queste si bio-accumulano e aumentano la potenziale azione di interferenza endocrina. Alcune sostanze rilevate sono i policlorobifenili, le diossine, il piombo e il cadmio. Questo studio propone analisi mappatura del rischio su base comunale: da qui suggerisce l’opportunità di attivare sistemi di sorveglianza epidemiologica integrati al monitoraggio ambientale.
I dati in Italia
L’incidenza della malattia aumenta con l’età e raggiunge il valore massimo nella fascia tra 31 e 35 anni (0,12% a livello nazionale). Il tasso di incidenza è inoltre generalmente maggiore nelle regioni settentrionali. Nell’ultimo triennio 2021-2023 il trend sembra essere stabile, con tassi leggermente più alti nella provincia autonoma di Bolzano, in Veneto e Sardegna. Qui più di una donna in età fertile su mille riceve la diagnosi di endometriosi. La malattia, ma soprattutto il dolore che provoca, ha un forte impatto sulla qualità della vita, sia sul funzionamento fisico che sulle attività di tutti i giorni. Questo comprende anche la vita sociale: la salute mentale e il benessere emotivo in primis. Nonostante il forte impatto sulla vita quotidiana, la malattia è comunque sotto-diagnosticata: le statistiche indicano che il tempo medio per una diagnosi è di circa sette anni.
Marianna Soru
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