Oggi, 8 gennaio 2025, Elvis Aaron Presley, nato a Tupelo bel 1935, solo sopravvissuto di un parto gemellare, avrebbe compiuto novant’anni. Nessuno, prima di lui, aveva saputo coniugare il country e il blues afroamericano con pari energia, al punto che in tanti riconducono la nascita del rock and roll alla sua prima incisione discografica.

Idolatrato alla stregua di un dio dai suoi contemporanei, Elvis ha dato origine ad un nuovo modo d’intendere la musica, grazie ad una voce profonda e versatile, oltre che ad una presenza scenica difficile da eguagliare. Morto prematuramente nel 1977 per un arresto cardiaco, a soli quarantadue anni, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore degli americani. Ancora oggi, a diversi decenni di distanza dalla sua scomparsa, è considerato una vera icona a stelle e strisce, un simbolo della cultura pop, citato ed imitato da colleghi e artisti di ogni genere. La sua fama è viva al punto che Donald Trump, durante il suo primo mandato, gli ha assegnato una Medal of Freedom postuma.

Elvis Presley: cosa rimane del Re del Rock

Elvis Presley
Oggi Elvis Presley, nato l’8 gennaio 1935, avrebbe spento novanta candeline

Eppure, nonostante il mito di The Pelvis (nomignolo dovuto al suo celebre movimento di bacino) risplenda più fulgida che mai, a livello musicale sembra che il mito stia sbiadendo, specialmente nelle nuove generazioni. Se persino i Beatles, nonostante due membri su quattro siano ancora in vita e in attività, fanno fatica ad entrare nelle playlist dei giovanissimi -con le dovute eccezioni, naturalmente- per Elvis la strada è ancora più in salita.

La sua discografia, costellata d’intramontabili successi, difficilmente viene approfondita al di là delle solite Love Me Tender, Can’t Help Falling in Love e poche altre elette, e il suo sound non risulta particolarmente accattivante nell’era digitale. In soccorso del Re, per fortuna, arrivano spesso i suoi maggiori fans, gli altri musicisti. Da Nick Cave (Tupelo) ai Queen (Crazy Little Thing Called Love), passando per Robbie Williams (Advertising Space), sono tanti gli artisti che hanno omaggiato The King nei loro pezzi, rifacendosi alle sue sonorità.

The King e il ritorno sul grande schermo

Anche il cinema, negli ultimi anni, sembra avere intenzione di esplorare la vita di Elvis, soffermandosi soprattutto sulla persona dietro il personaggio. Se il biopic del 2022, diretto da Baz Luhrmann, ne ha offerto una visione psichedelica e sontuosa, altre pellicole, come Return of the king, the fall and rise of Elvis Presley (Jason Hehir) e The last days of Elvis Presley (Nick Randall) hanno mostrato la dimensione più fragile ed umana della rockstar.

Il rinnovato interesse della Settima Arte nei confronti del King of Rock and Roll potrebbe essere un segnale positivo per una riscoperta dell’incredibile patrimonio musicale da lui lasciato in eredità. Dopotutto, come disse, tempo fa, un certo Bob Dylan, «Sentirlo per la prima volta era come evadere di prigione».

Federica Checchia

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