La Colombia che si presenta oggi, domenica 31 maggio, alle urne per eleggere il nuovo presidente è un Paese fortemente polarizzato ed esasperato da un conflitto armato interno che, pur ridimensionato dopo l’accordo di pace del 2016 con le Forze Armate Rivoluzionarie (Farc), continua a mettere in ginocchio diverse aree del Paese. La campagna mette di fronte un fronte di governo che punta a mantenere la sinistra al potere dopo la storica vittoria di Gustavo Petro nel 2022 e un’opposizione divisa, in cui hanno guadagnato spazio nuove figure “outsider” e messaggi incentrati sulla sicurezza, sullo scontro politico e sul rifiuto delle élite tradizionali. In testa ai sondaggi c’è il senatore di sinistra Ivan Cepeda, 63 anni, delfino del presidente uscente Gustavo Petro, a cui la Costituzione impedisce un secondo mandato consecutivo.

Ivan Cepeda è il principale promotore della politica di “Pace Totale”, che prevede negoziati simultanei con i gruppi armati per arrivare a disarmo e smobilitazione. Secondo i sondaggi, Cepeda potrà contare sul netto sostegno dell’elettorato progressista e dei giovani urbani, ma questo difficilmente gli permetterà di raggiungere la soglia del 50% necessaria per vincere al primo turno, rendendo probabile il rinvio al ballottaggio del 21 giugno. Il principale candidato sfidante è Abelardo de la Espriella, avvocato penalista e imprenditore di estrema destra che si presenta come l’alternativa d’ordine

“Siamo in elezioni che combinano due elementi: un clima globale di tensione, di polarizzazione, di emersione di nuove destre di taglio più populista, e qualcosa di molto locale in Colombia, che è l’alternanza politica, una novità per i colombiani”, spiega in un’intervista a Euronews Laura Bonilla, vicedirettrice della Fundación Paz y Reconciliación (Pares) e analista specializzata in conflitto armato e violenza politica.

Iván Cepeda, il candidato della memoria e dei diritti umani

Nato a Bogotá nel 1962, Iván Cepeda porta nella propria storia personale il peso della violenza politica colombiana. Suo padre, Manuel Cepeda Vargas, storico dirigente comunista dell’Unión Patriótica, venne assassinato nel 1994 da gruppi paramilitari con la complicità di apparati statali.

L’esperienza dell’esilio ha segnato profondamente anche la sua infanzia: la famiglia visse tra Praga e Cuba durante gli anni Sessanta e Settanta. Formatosi come filosofo, Cepeda ha costruito la propria carriera politica attorno alla difesa dei diritti umani e delle vittime del conflitto interno colombiano.

Nel 2003 ha fondato il Movimiento Nacional de Víctimas de Crímenes de Estado (Movice), diventando uno dei principali volti della battaglia contro l’impunità dei crimini politici nel Paese.

Abelardo de la Espriella e l’ascesa dell’ultradestra populista

Sul fronte opposto emerge Abelardo de la Espriella, avvocato penalista nato a Bogotá nel 1978 e cresciuto a Montería, nei Caraibi colombiani. Ammiratore dichiarato di Donald Trump e Nayib Bukele, rappresenta una nuova destra populista latinoamericana che punta tutto su sicurezza, nazionalismo economico e leadership personalistica.

La sua campagna segue uno schema ormai consolidato: presentarsi come outsider anti-establishment, promettere risultati immediati e utilizzare una comunicazione aggressiva contro avversari politici e media tradizionali.

De la Espriella propone una linea durissima contro narcotraffico e guerriglie, con bombardamenti contro le coltivazioni illegali, nuove megacarceri sul modello salvadoregno e la fine del piano di “paz total” promosso da Petro. Sul piano economico promette crescita al 7%, liberalizzazione del fracking e introduzione della blockchain nella gestione pubblica.

Paloma Valencia, il ritorno del conservatorismo tradizionale

Terza nei sondaggi ma ancora decisiva, Paloma Valencia rappresenta invece il volto storico del conservatorismo colombiano. Nipote dell’ex presidente Guillermo León Valencia e vicina all’universo politico di Álvaro Uribe, la senatrice del Centro Democrático cerca di recuperare il consenso perduto della destra tradizionale.

Nella campagna elettorale ha attaccato duramente De la Espriella, accusandolo di utilizzare disinformazione e video manipolati con l’intelligenza artificiale. Ma al tempo stesso condivide con lui diversi punti programmatici: aumento della spesa militare, sostegno al fracking, rafforzamento della sicurezza rurale e rilancio dell’economia attraverso una maggiore apertura agli investimenti.