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Oggi usciranno i dati del PIL nel 2021, Brunetta: “Anno strepitoso per l’Italia”

L’Istat si prepara oggi a diffondere la prima stima del PIL nel 2021. Anno di grande ripresa, rispetto al 2020 con numeri da boom economico, che in Italia non si vedevano da decenni. Da qui scaturirà qual è la crescita acquisita per il 2022, altro anno che dovrebbe rivelarsi molto positivo per il Paese.

La crescita nel 2021 dovrebbe attestarsi presumibilmente a +6,5%, ben oltre il +2,8% archiviato dalla Germania e vicino al +7% centrato dalla Francia.

Un risultato che il Ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta ha definito “strepitoso“, spiegando che questa crescita fa dell’Italia un paese leader in Europa.

Brunetta: bene sul PIL e sul lavoro, ma c’è preoccupazione del governo per il caro energie

L’aumento del PIL, ha detto Brunetta:

“è la sommatoria di tassi di crescita positivi in tutti e quattro i trimestri dell’anno appena concluso, compreso il quarto che, su base congiunturale, dovrebbe segnare un +0,6% rispetto al trimestre precedente”.

L’effetto trascinamento della crescita del 2021 sul 2022 garantirà uno slancio più che positivo per l’anno in corso“.

Infine ha spiegato che “la crescita acquisita per il 2022 può essere stimata intorno al +2,5%“.

“La resilienza mostrata dall’economia italiana negli ultimi mesi e la strategia messa in atto dal Governo Draghi ben depongono anche per il 2022 e possiamo ragionevolmente prevedere una crescita per quest’anno oltre il +4%”

Ha sottolineato il Ministro, facendo cenno anche alla discesa del tasso di disoccupazione al 9,2% ed al forte incremento dell’export verso l’estero (+16,8%).

Per quanto riguarda il caro energia, il ministro Brunetta ha detto:

“Il Governo è preoccupato, come lo sono l’Europa e il mondo. Non conosciamo ancora la gittata del fenomeno: potrebbero essere delle fiammate, delle bolle. Gli analisti sono divisi. Io credo che con la primavera, con la minore esigenza di energia e di gas, cali la pressione e calino anche i prezzi. Però bisogna controllare che non ci sia una pancia, una flessione momentanea nel processo di crescita. Se il +6,5 del 2021 dà un trascinamento molto consistente e ci porta oltre il 4%, verso il 4,5%, nel 2022, avremo avuto nel biennio un +11%, circa due punti in più di quello che abbiamo perso nel 2020, l’anno più tragico della pandemia”.

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