Il 28 Gennaio 1870 a Cento nacque Olindo Malagodi, uno scrittore, giornalista e politico italiano. Prima ancora di terminare i suoi studi letterari Olindo si appassionò al giornalismo. Collaborò con giornali di stampo socialista come “Lotta di Classe”, “Critica sociale”, “Punto nero” e “Secolo”. Successivamente, anche grazie all’amicizia con Giolitti, si allontanò dal socialismo per abbracciare il pensiero liberale.

Olindo Malagodi, il giornalista liberale: vita e opere

“Chi oggi intenda fare opera politica, anche nuova e propria, non può a meno di fondarsi sulla precedente opera di Giovanni Giolitti, anche quando pensi di contraddirla e modificarla. Il che equivale a riconoscere che essa, è ormai parte della storia, del Paese”.

Olindo Malagodi

Nel 1985 si trovò a Londra come corrispondente de “La Tribuna”. Grazie alla sua guida il giornale riuscì a superare un grave momento di stallo. Molti anni dopo, nel 1921, divenne senatore (su proposta di Giolitti) nel gruppo liberale democratico successivamente noto come “Unione Democratica”. Poiché oppositore del fascismo, Malagodi nel 1922 venne malmenato in un agguato. Nel 1923 abbandonò il giornalismo e scappò in Francia; è proprio a Parigi, infatti, che trascorse gli ultimi venti anni della sua vita insieme a sua moglie Gabriella Levi. Con quest’ultima ebbe due figlie femmine: Gabriella, leader del partito liberale, Ministro del Tesoro e Presidente del Senato, e Marcella. Morì il 30 Gennaio 1934 a causa di un ictus all’età di sessantaquattro anni.

Grande scrittore e poeta dalla creatività feconda, Malagodi scrisse opere differenti tra loro, tra cui interessanti saggi di economia politica. I suoi titoli più importanti furono: “L’imperialismo e la sua civiltà materiale” (1901), “Calabria desolata” (1905), “La figura e l’opera di Giovanni Giolitti” (1922), “Poesie vecchie e nuove” (1929), “Conversazione della guerra 1914-1919” (pubblicata secondo la sua volontà riportata nel testamento nel 1960 poiché in precedenza i protagonisti erano ancora in vita). L’ultima sua opera risale all’anno 2005: “Il regime liberale e l’avvento del fascismo”.

Giusy Celeste