Sono emersi degli sviluppi in merito al caso dell’operatore della Croce Rossa indagato della morte di cinque persone anziane. Attraverso le intercettazioni telefoniche, la giudice per le indagini preliminari Ilaria Rosati ha disposto la custodia cautelare in carcere per Luca Spada. Il ragazzo, soccorritore ventisettenne della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro (Emilia-Romagna), risulta abbia intrattenuto diversi dialoghi che mostrano inequivocabilmente le intenzioni di Spada.

Proseguono le indagini per l’operatore della Croce Rossa accusato di omicidio

Come emerso dalle ricostruzioni precedenti, le vittime decedute, pur avendo tutte malattie croniche, non versavano in condizioni di emergenza. Ognuna di loro è morta durante o poco dopo il trasferimento avvenuto per necessità cliniche ordinarie. L’accusa ritiene che l’operatore iniettasse aria attraverso l’utilizzo di una siringa nell’accesso venoso che i pazienti anziani avevano già sul braccio, causando conseguentemente un’embolia gassosa (formazione o introduzione di bolle d’aria nel sistema circolatorio). Tra le vittime, una sola donna di 85 anni è morta a seguito di un’embolia gassosa. Ragione che ha motivato l’ordinanza d’arresto riconoscendola come «gravi indizi di colpevolezza». Per le altre morti le indagini stanno ancora proseguendo. Inoltre, la procura sta ipotizzando che si tratti di reato di omicidio volontario continuato, aggravato poi dalla premeditazione.

È stato anche grazie a un’impiegata della Croce Rossa se le indagini hanno preso un risvolto decisivo. La donna, infatti, si è impegnata ad annotare date e morti, verificando chi fosse in turno. Il punto convergente tra questi fattori si è rivelato essere proprio Spada. Quindi, insospettita dalla coincidenza peculiare, ha controllato le tasche della giacca dell’operatore trovandovi all’interno un bisturi e una siringa senza ago.

Poi, tra le numerose intercettazioni raccolte dagli investigatori, sono state individuate nell’ordinanza quelle in cui Spada parlava della morte delle persone anziane con una sorprendente naturalezza. E, oltre a ciò, emerge anche una collaborazione tra l’operatore della Croce Rossa e un’agenzia funebre di Meldola. Tuttavia, nessuno dei funerali è stato eseguito dalla pompa funebre in questione. In questo momento le indagini sono ancora in corso, anche per verificare se l’uomo intrattenesse collaborazioni con altre agenzie. Anche se la giudice non ha riconosciuto la premeditazione richiesta dalla procura, ha affermato che le sue azioni mostrano «una significativa capacità criminale» e una «preordinazione delittuosa». Ribadisce, inoltre, che esiste il serio rischio che «l’indagato commetta delitti della stessa specie».

Stefania Cirillo