L’Unione Europea ha formalizzato la decisione di interrompere l’acquisto di gas dalla Russia a partire dal 2027. A ufficializzarla, è stata l’approvazione finale del provvedimento da parte del Consiglio dell’Unione Europea competente, dove sono rappresentati tutti i ventisette ministri dell’Energia degli Stati membri. A livello pratico e, soprattutto, politico, la strada per arrivare all’interruzione totale è stata piuttosto accidentata. I gradi di dipendenza dal gas russo, infatti, varia di Paese in Paese: Germania e Italia, ad esempio, subiranno un contraccolpo maggiore rispetto alla Francia.
Proprio a causa delle differenti esigenze, dunque, da quando Vladimir Putin ha ordinato l’invasione dell’Ucraina nel 2022, l’importazione si è notevolmente ridotta, ma non è mai stata interrotta del tutto. Si tratta, in effetti, di una scelta molto importante: la Russia è da anni il principale fornitore dei Paesi europei, e copre fino al 40% del fabbisogno dell’Unione.
Stop al gas dalla Russia: cosa prevede il provvedimento dell’Unione Europea
L’accordo sulla cessazione entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Da quella data, andranno calcolate altre sei settimane per la piena operatività. Ci sarà, in ogni caso, un periodo di transizione per i contratti a lungo termine con partner sovietici. Le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia saranno vietate dall’1 gennaio del 2027. Le forniture tramite gasdotti, invece, potranno proseguire fino al 30 settembre del 2027. Entro l’1 marzo, però, i Paesi membri saranno tenuti a elaborare un piano per la diversificazione delle fonti energetiche in previsione dell’anno seguente.
«Da oggi, il mercato energetico dell’UE sarà più forte, più resiliente e più diversificato. Stiamo abbandonando la dannosa dipendenza dal gas russo e compiendo un passo importante, in uno spirito di solidarietà e cooperazione, verso un’Unione Energetica autonoma», ha dichiarato Michael Damianos, Ministro dell’Energia, del Commercio e dell’Industria di Cipro.
Federica Checchia





