Ornella Muti e Adriano Celentano hanno avuto una breve ma intensa storia d’amore negli anni ’80, durante le riprese dei film cult “Il bisbetico domato” (1980) e “Innamorato pazzo” (1981), confermata da entrambi anni dopo, definendola una “bellissima avventura” e l’unica infedeltà di Muti, nonostante entrambi fossero sposati all’epoca, con l’attrice che ha tradito il marito Federico Facchinetti. “Con Federico ne abbiamo parlato, è stato un problema che abbiamo risolto soprattutto grazie a lui che è un uomo molto intelligente”, racconta l’attrice, che è stata sposata con Federico Fachinetti dal 1988 al 1996 e con cui ha avuto i figli Carolina (1984) e Andrea (1987).

“Per me, quando ho avuto delle storie, pensavo di amare. Non ho mai pensato di avere una storia tanto per”, ammette l’attrice, 70 anni, che nel suo libro Questa non è Ornella Muti parla di “amore” nelle pagine dedicate ad Adriano Celentano. Ripensando alla loro relazione oggi, Ornella Muti dice: “Se torno indietro e non guardo il dopo – cioè a tutto il gossip – è stata una bellissima avventura“. “Forse, ho tradito perché ero stata tradita, ma a volte, è una scusa che uno si dà. E poi con Adriano è finita. Io ci sarei anche rimasta. Ma è andata così ed è stato meglio”.

Tra i grandi amori della diva c’è ovviamente anche sua figlia Naike, avuta nel 1974 da un uomo di cui non è mai stata rivelata l’identità: “Tutti mi dicevano che avrei perso il film con Mario Monicelli, che la mia carriera sarebbe finita, ma io queste cose non le ho proprio calcolate. Forse, per il mio trauma, ho sempre privilegiato affetti, famiglia“.

Proprio la nascita della figlia, le ha permesso di restare coi piedi per terra in un momento non semplice: “Naike mi ha tenuta in una carreggiata diritta: erano gli Anni ’70, ero piccola, innocente, con tutti i miei problemi, bella. Ero un bocconcino come tante ragazze in un mondo di lupi, di droghe: è ovvio che ero in pericolo. Avevo provato l’Lsd, un’amica l’ha preso e si è buttata dalla finestra. Ma avendo una bambina, non potevo bere, drogarmi, perdermi”, ha spiegato ancora Ornella. Una riflessione lucida e coraggiosa, che restituisce il ritratto di una donna sì fragile, ma anche forte e indipendente.