Dopo tanta attesa, gli Oscar 2026 sono volati così, in un lampo. L’assegnazione dei premi è stata piuttosto prevedibile (e giusta) e non ci sono state grandi polemiche -fatta eccezione per il clamoroso autogol di Timothée Chalamet, a un passo dal traguardo- e, proprio per questo, nel corso della serata si è fatta notare l’assenza di Sean Penn. L’attore ha vinto l’Academy Award come miglior attore non protagonista per la sua performance in One Battle After Another, il film di Paul Thomas Anderson che si è imposto sulla concorrenza con sei statuette dorate, ma non era presente per ritirarlo.

A presentare -e poi a ritirare- il riconoscimento in sua vece è stato Kieran Culkin, che aveva trionfato lo scorso anno nella stessa categoria. Dopo aver aperto la busta e annunciato il nome del vincitore, il protagonista di A Real Pain ha spiegato, con un sorriso: «Sean Penn non è potuto venire stasera, o non ha voluto, quindi accetterò io il premio al suo posto». Nelle ultime settimane, il già due volte premio Oscar si è aggiudicato anche il BAFTA e l’Actor Award, disertando però entrambe le cerimonie.

Oscar 2026: Sean Penn sarebbe diretto in Ucraina

Sean Penn consegna uno dei suoi Oscar al presidente Zelensky

Secondo il New York Times, proprio mentre l’Academy premiava la sua interpretazione, Penn sarebbe stato in viaggio verso l’Ucraina. L’attore è un amico di vecchia data di Volodymyr Zelensky, ed è un fermo sostenitore di Kiev, al punto di manifestare il desiderio di arruolarsi per combattere Putin. L’antidivo di Hollywood ha visitato più volte il Paese, testimoniando la propria esperienza nel documentario Superpower, ed è stato insignito dell’Ordine al Merito di III classe.

In un’intervista del 2022, Penn aveva rivelato di voler regalare i suoi Oscar all’esercito ucraino, dichiarando: «Li possono fondere per farci dei proiettili da sparare contro la Russia». In realtà, in seguito aveva deciso di “prestarne” uno a Zelensky. «Questo è per te», aveva detto allora. «È solo una cosa sciocca e simbolica, ma se so che è qui mi sentirò meglio e più forte per la battaglia. Quando vincerai, me lo riporterai a Malibu, perché mi sentirò meglio sapendo che una parte di me è qui».

L’antidivo di Hollywood diserta l’Award Season

Specialmente negli ultimi anni, Sean Penn si è concentrato molto sull’attivismo politico, sostenendo diverse cause, dalle politiche dell’ex presidente venezuelano Hugo Chávez al matrimonio tra persone dello stesso sesso. È sempre stato fermamente contrario a qualsiasi tipo di conflitto e, all’indomani dell’Uragano Katrina, nel 2005, ha partecipato in prima linea ai soccorsi e ha aiutato decine di sfollati. Da sempre refrattario al glamour hollywoodiano e piuttosto critico verso l’Academy, è improvvisamente che, anche se si fosse trovato a Los Angeles, avrebbe preso parte alla cerimonia di premiazione. Come sempre, durante tutta l’Award Season, infatti, l’attore si è fatto vedere ben poco, fatta eccezione per i Golden Globes. Nel corso della serata, però, è stato sempre sulle sue, e fumando per tutto il tempo, nonostante fosse proibito, in puro stile Penn.

Federica Checchia