Metropolitan Today

Oskar Schindler, il “soccorritore indimenticabile” degli ebrei

Oskar Schindler - photo credits: web
Oskar Schindler – photo credits: web

Muore il 9 ottobre 1974 a Hildesheim, nella Bassa Sassonia, l’industriale tedesco Oskar Schindler, che durante la guerra ha salvato dai campi di concentramento circa 1200 ebrei

Metropolitan Today oggi è dedicata a Oskar Schindler. Una vita rocambolesca, la sua, vissuta sempre sul filo del rasoio e una figura non proprio raccomandabile. Proprio la sua temerarietà, però, gli ha permesso, insieme al senso di umanità e di giustizia, di mettere in salvo circa 1200 ebrei prigionieri in Polonia destinati ai campi di sterminio, impiegandoli nella sua fabbrica di utensili a Cracovia.

Oskar Schindler e il film di Steven Spielberg

Conosciuto soprattutto grazie al film Schindler List del regista Steven Spielberg, uscito nel 1993 e basato sul romanzo dello scrittore australiano Thomas Keneally, Schindler è stato riconosciuto dalla comunità ebrea come soccorritore indimenticabile di 1200 perseguitati. E’ la frase che si legge sulla sua tomba a Gerusalemme, dove è sepolto, nel piccolo cimitero francescano della città vecchia.

L’ingresso nei servizi segreti nazisti

Figlio di un imprenditore agricolo poi diventato alcolizzato, appassionato di donne e motori, scaltro negli affari, riesce ad essere intercettato dai servizi segreti militari nazisti che lo arruolano nella Abwehr. Il suo compito è spiare le industrie e le ferrovie cecoslovacche, ma viene scoperto e rischia la condanna a morte. Senonché, gli salva la vita la firma del Trattato di Monaco con cui la Cecoslovacchia nel 1939 viene annessa alla Germania.

Oskar Schindler, una scena del film Schindler list di Steven Spielberg - photo credits: web
Oskar Schindler, una scena del film Schindler list di Steven Spielberg – photo credits: web

Amico degli ebrei ma solo per opportunismo….

Inizia la scalata sociale ed economica e al fianco della moglie Emilie  Pelzl, si trasferisce al confine con la Polonia. Qui conosce il contabile di origine ebrea Itzak Stern che diventa suo collaboratore. Nel 1937 va a vivere a Cracovia dove rileva a basso costo la fabbrica di utensili da cucina Rekord, appartenente a ebrei. Stern è sempre al suo fianco. Poi, dal 1941, impiega manodopera ebrea al posto di quella polacca per risparmiare.

… poi la svolta nel 1942

La svolta nel 1942, quando assiste al rastrellamento degli ebrei condotti al campo di concentramento di Krakow-Plaszow, dopo le umiliazioni e le botte. A quel punto, conoscendo bene il comandante del campo di prigionia, Amon Goth, gli chiede di poter trasferire alcune centinaia di ebrei nella sua fabbrica, così da affrancarli da trattamenti disumani.

Oskar Schindler - photo credits: web
Oskar Schindler – photo credits: web

L’ingresso dell’Armata rossa e le ritorsioni naziste. In fuga verso Brunnlitz

Con l’ingresso dell’Armata Rossa, però, l’esercito di Hitler, che ha subito un duro e inaspettato contraccolpo dai russi, reagisce con violenza uccidendo tutti gli ebrei presenti sul territorio, a prescindere che si trovassero nei campi o no. Schindler riesce però anche questa volta a scampare il pericolo portando i prigionieri in territorio cecoslovacco, a Brunnlitz, all’interno di una fabbrica.

Finita la guerra, la fuga in Argentina, poi il ritorno e le onorificenze

Finita la guerra, Schindler, appartenendo di fatto, al Partito Nazista Tedesco, è costretto a scappare e si rifugia in Argentina, mentre nel 1946 si apre un processo contro di lui in contumacia. Quando torna in patria per divorziare dalla moglie, nel 1958, viene riconosciuto il suo merito di aver salvato oltre mille prigionieri. Nel 1965, quindi, il conferimento dell’onoreficienza della Croce al Merito di I Classe della Repubblica Federale Tedesca.

Oskar Schindler - photo credits: web
Oskar Schindler – Yad VaShem photo credits: web

Israele nuova patria. Giusto tra le nazioni

In Israele, invece, che raggiunge nel 1961, lo accolgono i 220 superstiti. Il resto della vita lo trascorre tra questo Paese e la Germania, dove tenta senza fortuna di ricominciare la sua attività di imprenditore. Il 18 luglio 1967 la commissione israeliana Yad Vashem lo riconosce Giusto tra le nazioni, un titolo di merito dedicato a quanti, non ebrei, durante la guerra, hanno rischiato la propria vita per salvare anche una sola persona di origini giudaiche dall’internamento. Nel 1993 la decisione viene confermata ed estesa alla ex moglie Emilie.

Cos’era la lista di Schindler?

Per chi non ha visto il film di Spielberg e si chiede cosa fosse la lista di Schindler, si tratta in realtà di una serie di liste di nomi di ebrei, scritte a macchina, che l’industriale tenta di salvare dall’Olocausto. Una delle più importanti contiene 1117 nominativi ed è stata conservata da uno degli ultimi sopravvissuti alla Shoah. La più recente in ordine di tempo, invece, è del 18 aprile 1945 e include 801 nomi, ritrovata per caso nel 1999 e poi venduta all’asta su e-Bay nel 2013 partendo da una base di 3 milioni di dollari.

Le altre ricorrenze

Ernesto Che Guevara - foto dal web
Ernesto Che Guevara -photo credits: web

Il 9 ottobre 1967 nel villaggio di La Hiquera in Bolivia, muore Ernesto Che Guevara, rivoluzionario di origine argentina, mentre sta guidando la guerriglia contro l’esercito del Paese. Viene catturato insieme ad altri guerriglieri il giorno prima,  mentre lui e i suoi uomini sono da giorni in condizioni critiche, senza viveri e munizioni. Si arrende dopo essere stato ferito alle gambe e già disarmato. Il capo dell’esecutivo boliviano René Barrientos, una volta informato della cattura, ordina che sia ucciso e fa diffondere un comunicato in cui si legge che Che è morto in combattimento.  

Winston Churchill - photo credits: web
Winston Churchill – photo credits: web

Il 9 ottobre 1944, a Mosca, invece, mentre è in corso la seconda guerra mondiale, il primo ministro britannico Winston Churchill e il capo dell’Unione sovietica Josif Stalin, iniziano una conferenza di nove giorni, per discutere del futuro dell’Europa. Roosevelt è assente perché impegnato nella campagna elettorale dove corre per la sua rielezione a Presidente degli Stati Uniti d’America. L’accordo, raggiunto nel giro di pochi giorni, pone le basi della futura spartizione del continente in due blocchi, l’uno sotto l’influenza angloamericana e l’altro sotto quella sovietica.

Anna Cavallo

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