Cinema

Owen Wilson: frizzante cowboy da Far West

Owen Wilson, uno degli attori più dotati e versatili della sua generazione, è diventato uno dei volti più amati di Hollywood grazie a titoli come “Zoolander“, “2 single a nozze“, “Midnight in Paris” e “Wonder“, riuscendo a lavorare con alcuni dei più grandi registi in circolazione. Ma a fare breccia nei cuori dei fan saranno i suoi principali ruoli che lo vedono protagonista nei panni di un frenetico cowboy da Far West, da “Pallottole Cinesi” a “2 cavalieri a Londra” al fianco di Jackie Chan fino alla saga cinematografica blockbuster “Una notte al museo“, per non parlare dell’acclamato “I Tenenbaum” di Wes Anderson nonché suo fedele amico.

Owen Wilson e Jackie Chan: la coppia perfetta tra pallottole e kung-fu

Pallottole Cinesi” (2000), che proponeva per la prima volta la strana coppia Wilson/Chan, seguiva le spericolate vicende in ogni parte del mondo a colpi di kung-fu dei due temerari alla ricerca della principessa rapita della Città Proibita e del suo imperatore che invia tre delle sue più valorose guardie nel Far West per consegnare un riscatto in oro ai rapitori. Qui l’aspetto di Owen Wilson prende spesso la piega di un cowboy sempre pronto all’azione dallo spirito libero e dal vestiario impeccabile: camicia, pantaloni, stivali col tacco e uno sgargiante fazzoletto di seta con un’immancabile pistola.

Owen Wilson e Jackie Chan in "2 Cavalieri a Londra"- Photo: web
Owen Wilson e Jackie Chan in “2 Cavalieri a Londra“- Photo: web

Il risultato della coppia sarà ancora una volta divertente nel sequel “2 cavalieri a Londra” con il suo mix farsesco tra comicità slapstick e coreografie d’azione e ibrido nel quale la star asiatica si conferma come sempre eccellente interprete ma che senza la presenza del suo altrettanto eroe cowboy, Owen Wilson, il film non avrebbe avuto lo stesso risultato.

Owen Wilson: l’amicizia inaspettata tra Jebediah e Octavius

Il regista Shawn Levy, nel 2007, portava sugli schermi la commedia blockbuster con Ben Stiller nei panni di Larry Daley, guardia notturna al Museo di Storia Naturale di New York, dove una notte, gli animali impagliati e le statue dei personaggi storici cominciano ad animarsi. Mentre i primi due film erano ambientati negli Stati Uniti, l’ultima avventura porta la squadra nel Regno UnitoOwen Wilson torna così nei panni dell’irrefrenabile cowboy in miniatura Jebediah, insieme al suo altrettanto piccolo amico, il generale romano, Octavius, (Steve Coogan). Entrambi miniature di diorami storici. La loro amicizia si rivela essere inaspettata in quanto i personaggi provengono da contesti culturali ed epoche molto diversi.

Owen Wilson alias Jebediah con Steve Coogan alias Octavius - gif: web
Owen Wilson alias Jebediah con Steve Coogan alias Octavius – gif: web

Octavius ​​è un capo militare dell’antica Roma, immagine della civiltà, mentre il cowboy Jebediah, dalle fattezze western, irrita la gentilezza di ciò che Octavius ​​rappresenta. In un’intervista Owen Wilson ha dichiarato di credere che ci sia un fascino magico sottostante al film, a parte le sue grandi avventure, la cosa bella è che il suo personaggio ha portato a una ripresa di interesse nei confronti dei bambini per i musei.

Owen Wilson alias Jebediah in "Una notte al museo 3" - © tutti i diritti riservati
Owen Wilson alias Jebediah in “Una notte al museo 3” – © tutti i diritti riservati

Wes Anderson e Owen Wilson: un’amicizia duratura

Wes AndersonOwen Wilson sono amici fin dai tempi dell’università, dove erano compagni di stanza. Insieme hanno scritto un cortometraggio, “Bottle Rocket” (1994) e tre film: “Colpo da dilettanti” (1996),  “Rushmore” (1998) e l’acclamato “I Tenenbaum” in cui Wilson veste i panni dell’irriverente “cowboy” stile vecchia America, Eli Cash, scrittore di successo, amante di Margot e dipendente dalle droghe da Far West. Qui Wilson è affiancato dai suoi veri fratelli: Luke alias Richie e Andrew, semplice comparsa in quanto il pallino sotto la pelle di Chas Tenenbaum (Ben Stiller) è una storia vera: la mano che si vede nel film è quella di Andrew Wilson, cui Owen sparò con una pistola a pallini da piccoli lasciandogli la sfera sotto pelle.

"I Tenenbaum" - gif: web
I Tenenbaum” – gif: web

3 Curiosità sull’attore

1 – La sua indole ribelle costringe i genitori a spedirlo all’Accademia Militare di Roswell. Di ritorno dal New Mexico, Owen Wilson decide di mettere la testa apposto: si iscrive così all’Università di Austin. Qui frequenta un corso di sceneggiatura e stringe amicizia con il compagno di studi Wes Anderson.

2 – Esperto nel divertire il suo pubblico, sebbene sia amato dagli spettatori per la sua abilità nei ruoli comici, l’attore ha sofferto di depressione, a tal punto da pensare di togliersi la vita. 

3Wilson è anche doppiatore, sceneggiatore e produttore. Nel corso della sua carriera, ha vestito ruoli diversi, come quello del doppiatore. L’attore, infatti, ha prestato la propria voce per i film d’animazione come: “Cars – Motori ruggenti” (2006), “Fantastic Mr. Fox“(2009), “Sansone” (2010) e “Free Birds – Tacchini in fuga” (2013).

"Cars" - Owen Wilson in sala di doppiaggio - Ph: Deborah Coleman - ©Disney/Pixar - tutti i diritti riservati
Cars” – Owen Wilson in sala di doppiaggio – Ph: Deborah Coleman – ©Disney/Pixar – tutti i diritti riservati

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Giuliana Aglio

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Giuliana Aglio

Laureanda in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali e Diplomatiche: Storia, Cultura, Mondo, Attualità, presso Unict. Amante della fotografia e della Settima Arte visionaria, come testimonianza storica d'impegno civile e documentaria, costantemente ispirata dal naturalista David Attenborough e da registi del calibro di Steven Spielberg, Martin Scorsese, Chris Columbus, Taika Waititi, Todd Phillips, Guillermo del Toro, Christopher Nolan e Denis Villeneuve. Innamorata dei Musical quali "The Greatest Showman" e del tanto acclamato "A Star is Born". Aspirando alla carriera da regista/giornalista continuerò ad emozionarmi non smettendo mai di sognare attraverso l'inspiegabile piacere che il cinema regala con la "magia" capace di rendere meravigliose le cose ordinarie e la "bellezza" di spingerci dove non ci sono confini e orizzonti.
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