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Paki Canzi, chi è il cantante de “I Nuovi Angeli”: che fine ha fatto

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Chi è Paki Canzi? Il pianista 74enne è uno dei membri storici de I Nuovi Angeli, band beat italiana famosa negli anni ’70. Nel 2017 ha riformato la band con un nuovo gruppo di musicisti.

Fin da giovanissimo Paki ha vissuto per la musica: “Io sentivo le canzoni in radio, perché quando ero piccolino non c’era la televisione. In casa avevamo un pianoforte e cercavo di suonare le canzoni che sentivo in radio e che mi piacevano. A tre anni suonavo con un dito, a quattro anni usavo tre dita, a cinque anni dieci dita e a sei mi hanno buttato al conservatorio .Parlo del dopoguerra, da lì è cominciato il mio viaggio nel mondo musicale”. Fa il suo esordio come musicista nei primi anni ’60, insieme a Pasquale Andriola. Entrambi grandi appassionati di musica, decidono di formare il duo Paki & Paki, esibendosi in diversi locali meneghini con brani twist e shake. Per divergenze artistiche, il duo si scioglie nel 1966, dopo la pubblicazione del loro quinto singolo, il 45 giri L’ora più lunga/Mai e mai crederò.

È allora che Paki si unisce a I Nuovi Angeli, gruppo formato nel 1963 da Alberto PasettiRoberto Sabbioni Riki Rebaioli. Il pianista ed Andriola avevano già collaborato in passato con il gruppo, contribuendo anche alla scelta del nome: “Insieme a noi c’era un gruppo che ci accompagnava e ad un certo punto ci siamo detti «Come lo chiamiamo il gruppo che ci accompagna?».

Li abbiamo chiamati «I Nuovi Angeli», nome preso da un film di Ugo Gregoretti, che si chiamava appunto «I Nuovi Angeli» e parlava delle future generazioni”.

La band trovò un grande successo negli anni ’70, con brani cult come Ragazzina ragazzinaColor cioccolata e soprattutto Donna Felicità, che conta oltre un milione e mezzo di copie vendute. La canzone partecipa a Un disco per l’estate 1971 e al Festivalbar 1971, dove arriva al secondo posto. I Nuovi Angeli tornano a Un disco per l’estate per altre tre volte, la prima nel 1972 con Singapore, che ha un discreto successo all’estero.

Com’era composto il gruppo de I Nuovi Angeli: carriera e successi

Il gruppo dei Nuovi Angeli era nato nel 1963 per iniziativa di Alberto Pasetti, Renato Sabbioni e Franco Verde, dopo un periodo di collaborazioni varie, fra le quali anche con il duo Paky & Paky, Pasquale Canzi si aggiunge alla formazione, mentre Franco Verde viene sostituito da Ricky Rebaioli, proveniente dai New Dada. I Nuovi Angeli incidono un primo 45 giri per la EMI Italiana; passano poi alla Durium ed incidono il singolo Una caverna, cover di I can’t control my self dei The Troggs, e L’orizzonte è azzurro anche per te, versione in italiano di Sunny Afternoon dei The Kinks

Sulla scia del successo dei Camaleonti e della Equipe 84, nei primi anni Sessanta prendono forma i Nuovi Angeli composti all’inizio da Alberto Pasetti alla chitarra, Renato Sabbioni e Franco Verde. Con l’ingresso del pianista Pasquale Canzi il gruppo incide il primo singolo per la casa discografica Emi. Cominciano a farsi notare con i brani ripresi da band inglesi come i Kinks e dei Troggs. Nel 1968 raggiungono il grande successo con “Questo è un addio” e “Piccolo cuore”. Dopo una serie di singoli ai vertici delle classifiche italiane nel 1969 avviene il debutto a 33 giri il cui singolo “Ragazzina, ragazzina” arriva ai primo posti della chart italiana. Con l’altro singolo di successo “Color cioccolata” (1970) i Nuovi Angeli sfiorano la vittoria al Disco per l’estate. Sempre nello stesso anno partecipano al Festival bar con il singolo “Quando Giulia ritornerà”

Il 1968 è l’anno della partecipazione al Festivalbar con Questo è un addio, mentre con il 45 giri successivo, Piccolo cuore (cover di Piccolo Man dei Friends si accostano alla Bubble Gum Music americana, filone reso popolare dai Monkees, e che darà loro popolarità e successo. Nella stagione teatrale 1968–1969 i Nuovi Angeli, insieme ai Funamboli, partecipano alla rappresentazione dell’opera Un quarto di vita di Giorgio Gaslini, interpretando il complesso Le Tigri; rappresentata in prima nazionale al Teatro Regio di Parma, vede la partecipazione, tra gli altri, di Duilio Del Prete, Andro Cecovini, Edmonda Aldini, Gabriella Ravazzi, Daisy Lumini e Franca Mazzola; il gruppo partecipa anche alla realizzazione del disco (pubblicato dalla Durium nell’estate del 1969).

La prima canzone dei Nuovi Angeli ad entrare nelle zone alte della hit-parade è Ragazzina Ragazzina 1969, cover di Mendocino(canzone che parla dell’omonima città californiana, dei Sir Douglas Quintet, uno dei più noti gruppi di tex-mex, capitanato da Doug Sahm) testo già inciso nello stesso periodo da Giuliano e i Notturni, seguita nello stesso anno da Il dubbio? (cover di Carry that Weight dei Beatles). Ma è con Color cioccolata, semifinalista a  Un disco per l’estate 1970 scritta da Edoardo Bennato per quel che riguarda la musica (ma firmata da Renato Angiolini, e da Mogol e Felice Piccarreda per il testo, che arriva il successo, inaugurando una serie di hit. Nello stesso anno viene pubblicato il loro primo omonimo album, che contiene anche Le montagne, cover di River Deep, Mountain High, successo di Ike & Tina Turner, ed una di Obladì Obladà. Continuano poi con altre cover di brani famosi riproposte in italiano come L’uomo di Neanderthal (Neanderthal man degli Hotlegs) e partecipano al Festivalbar del 1970 con Quando Giulia ritornerà.

Nel 1971 si ha la rottura con la Durium. Il gruppo è deluso per la mancata partecipazione al Festival di Sanremo: la canzone, Andata e ritorno, è già stata incisa, ma l’etichetta spinge per mandare il duo Maurizio e Fabrizio al loro posto. I Nuovi Angeli sono in contrasto con la Durium anche per motivi economici quando ascoltano da Renato Pareti il provino della canzone che diventerà il loro simbolo, cioè Donna Felicità. Decidono dunque di rompere il contratto con la loro casa discografica e passano alla PhonoGram che, per non rischiare uno scontro con la Durium, fa pubblicare il brano dall’etichetta CAR Juke Box di Carlo Alberto Rossi, da lei distribuita. Donna Felicità inaugura la loro collaborazione con Renato Pareti e Roberto Vecchioni, autori del pezzo insieme ad Andrea Lo Vecchio. Il brano partecipa a Un disco per l’estate 1971 e arriva seconda al Festivalbar vendendo successivamente un milione e mezzo di copie, piazzamenti di rilievo nelle chart di Austria, Germania e Giappone.  In quello stesso anno intraprendono la loro prima tournée internazionale negli Stati Uniti e in Canada, e debuttano presso il pubblico televisivo americano come ospiti del The Ed Sullivan ShowDonna felicità verrà incisa anche in spagnolo (Dona felicidad) e sarà un successo anche in Paesi quali Spagna, Argentina, Messico. Esiste anche una versione cantata in inglese dal gruppo, uscita però in un 45 giri pubblicato in Francia. In Canada arrivano al primo posto anche con il brano Okey

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