Il caso di Mika Abdalla è esploso sui social nelle ultime settimane. L’attrice, che interpreta il personaggio di Allie Haynes nella nota serie Off Campus prodotta da Amazon Prime Video, ha posto fine alla sua relazione di 5 anni con il collega Jake Short. Il fatto che la rottura sia avvenuta proprio quando la serie ha portato la Abdalla alla ribalta del successo non è affatto un caso. Perché certe coppie non resistono quando la donna diventa più famosa dell’uomo?
L’ossessione dei fan verso la vita privata delle star
Off Campus ha ormai un fandom molto affezionato e attento a tutto quello che riguarda gli attori, soprattutto per ciò che concerne la loro vita privata. Spesso scadendo nell’esagerazione e nell’ossessione, tante appassionate hanno attaccato sui social le fidanzate di Belmont Cameli, Stephen Kalyn e Antonio Cipriano — che nella serie interpretano rispettivamente Garrett Graham, Dean Di Laurentis e John Logan. Per le protagoniste femminili, Ella Bright e Mika Abdalla (Hanna Wells e Allie Haynes nella finzione), non è stato diverso. Ma mentre la Bright è single, risultava che la Abdalla fosse fidanzata ufficialmente con Jake Short da ben 5 anni. La loro storia, però, è naufragata: qualche settimana dopo l’ingresso della serie nella top 10 di Amazon Prime Video, i due hanno dichiarato di aver interrotto la relazione. I fan, ormai legati al personaggio pubblico della ragazza, hanno subito gioito, iniziando a fantasticare su una possibile coppia con Josh Heuston o con Stephen Kalyn. Tra i sogni, però, c’è stato anche chi ha scandagliato le interviste e i video pubblici dei due, cercando disperatamente una prova della fine dell’idillio. E come sempre Internet non mente, perché alla fine l’hanno trovata.
Una dinamica tossica in pochi secondi di video
Il video che ha portato a una shitstorm di proporzioni epiche verso Jake Short risale al 2024, quando i due furono ospiti presso il podcast video The Sit and Chat. Durante la conversazione, l’atteggiamento di Short verso la fidanzata è sembrato a molti sprezzante e poco rispettoso, a causa degli appellativi e dei toni rivolti alla donna. I social hanno fatto subito due più due e si sono scagliati con veemenza contro l’attore. Il punto, infatti, è proprio questo: alla luce di un video simile, in cui è chiara una dinamica di coppia poco sana, la fine della loro relazione diventa perfettamente comprensibile. I motivi sono legati a una storia vecchia come il mondo: un uomo, in una relazione, spesso non regge l’idea che la propria compagna sia più famosa e celebrata di lui.

Figli di una cultura pregna di patriarcato e sessismo
Questa dinamica, figlia del patriarcato e del sessismo imperante ancora nella nostra società, non si verifica per caso. Per secoli alle donne è stato relegato il ruolo di protettrici del focolare domestico, destinate unicamente ad accudire i figli e la casa. Recluso in una dimensione privata, oggi il genere femminile – il noto sesso debole – si è preso le sue rivincite: le donne adesso lavorano, coltivano hobby, viaggiano e controllano le proprie finanze senza dover chiedere il permesso a nessuno. In un mondo come quello dello spettacolo, poi, queste tensioni emergono in modo esplosivo. Il caso di Mika Abdalla dimostra proprio questo. Ma non solo, il fatto che l’attore, dopo essere stato attaccato da ogni dove, abbia chiesto pubblicamente scusa, costringendo di fatto la giovane a dichiarare attraverso i social quanto la loro storia di 5 anni fosse stata in realtà amorevole e rispettosa, è emblematico. Anche quando non hanno alcuna responsabilità, le donne sembrano doversi sempre scusare o fare da scudo per proteggere l’ego e la reputazione dell’uomo.
Hollywood, mondo dorato solo in apparenza
A Hollywood gli esempi di questa dinamica sono molteplici. Keke Palmer, ad esempio, nel 2023, dopo aver partecipato al concerto di Usher a Las Vegas, venne criticata e offesa pubblicamente dal suo ex Darius Jackson. L’uomo, da cui Keke aveva avuto un figlio qualche mese prima dello scandalo pubblico, lamentò su Twitter un abbigliamento a suo dire poco adatto a una madre e a una compagna di vita. Anche in quel caso sui social partì un dibattito feroce, dove il pubblico si divise tra chi supportava Jackson in nome di una moralità retrograda e chi, invece, rivendicava la dignità e la libertà della Palmer. Ma non è l’unica. Impossibile non pensare a Jessica Simpson e Nick Lachey, una delle coppie più iconiche dei primi anni Duemila. Il loro matrimonio venne letteralmente esposto ai riflettori con il reality show Newlyweds, ma la favola si interruppe bruscamente quando la carriera di Jessica decollò vertiginosamente, trasformandola in una popstar globale e in un’imprenditrice da un miliardo di dollari, mentre la popolarità di Lachey subiva una battuta d’arresto. Le cronache dell’epoca e le successive confessioni della cantante hanno dipinto il ritratto di un uomo schiacciato dall’ombra del successo economico e mediatico della moglie, a dimostrazione di come l’insicurezza maschile davanti all’indipendenza femminile rimanga un copione fin troppo abusato.
Il mondo ha un problema con le donne
Rihanna viene picchiata da Chris Brown? La colpa, per l’opinione pubblica, è dei suoi atteggiamenti. Se Angelina Jolie appare visibilmente dimagrita mentre affronta le violenze del marito, la colpa è sua e mai di Brad Pitt. Se Johnny Depp si rivela abusante nei confronti di Amber Heard, è perché lei è pazza. Il punto è che esistono dei retropensieri culturali e sociali difficili da scardinare, soprattutto in contesti in cui la vita privata è costantemente esposta. Anzi, a questo proposito viene da pensare che in contesti meno visibili la situazione sia persino peggiore, soprattutto nelle zone e nei Paesi in via di sviluppo. Nei Paesi del terzo mondo, ad esempio, nonostante le donne costituiscano l’ossatura portante dei settori agricoli e domestici, le loro figure sono ancora relegate ai margini della società, prive di reale influenza nei contesti familiari, politici ed economici. Tutto ciò si traduce in politiche strutturali che puntano a ostacolare l’emancipazione e l’indipendenza femminile, usando come strumenti sistematici la violenza e la manipolazione. In tal senso, il ruolo di coloro che ogni giorno lavorano sul campo per assicurare un futuro e tutelare i diritti delle donne è fondamentale, perché aiuta il mondo ad aspirare a essere un posto migliore.
Uomini che odiano le donne
In ultima analisi, ciò che emerge sia dalle colline dorate di Hollywood sia dalle realtà più marginalizzate del pianeta è la fotografia di una resistenza patriarcale radicata e violenta. Quando una donna rompe gli schemi della subordinazione, quando il suo nome brilla più di quello del partner o quando pretende il controllo sacrosanto della propria esistenza, scatta un meccanismo di rivalsa che punta a punirla, a ridimensionarla, a colpevolizzarla. Si tratta di una misoginia strutturale che non tollera il successo femminile e che preferisce distruggere un legame, o l’identità stessa di una persona, piuttosto che accettare la fine del proprio privilegio e della propria supremazia. Finché il successo di una donna verrà percepito come una minaccia alla virilità e non come un valore condiviso, la strada verso una parità autentica rimarrà sbarrata da questi insormontabili muri culturali.
Layla Perroni





