Palermo, Mannino: “Tifosi arrabbiati, Serie B o D? Ecco la situazione…” [ESCLUSIVA]

Il Palermo sta vivendo l’ennesima brutta situazione che esula dal campo di gioco. In questo momento, la società rosanero non è iscritta al prossimo campionato di Serie B: abbiamo contattato Manuel Mannino, giornalista di forzapalermo.it, per fare il punto della situazione sui probabili scenari futuri

Palermo nell’inferno della Serie D? La situazione nel capoluogo siciliano è più nera che rosea. Ecco cosa sta succedendo attorno all’ex club di Zamparini. Ci spiega tutto Manuel Mannino.

Ci può riassumere lo stato attuale della situazione?

Fino al 23 giugno sembrava davvero tutto apposto. La nuova proprietà aveva fatto fronte, seppur a poche, comunque a quelle che erano le scadenze da quando si è insediata, il 3 maggio scorso. Il 24 giugno, termine ultimo per l’iscrizione in Serie B, non si è arrivati in tempo a mandare la documentazione completa comprensiva della fideiussione di 800 mila euro, una delle garanzie assolute che la Lega di B vuole per approvare l’iscrizione. Non è arrivata questa fideiussione perché, ufficialmente, dalla parte della società, si dice che siano stati truffati, cioè che si siano affidati a delle società di intermediazione, una la EVC di Camilleri, l’altra l’A.S. Broker, a cui lo stesso Camilleri si è rivolto. La società rosanero avrebbe pagato 45mila euro per avere l’intermediazione per avere la fideiussione tramite una compagnia assicurativa bulgara“.

Il giornalista continua: “Il Palermo sostiene di essere stato truffato dagli intermediari: ha già depositato una denuncia alla procura di Roma. La documentazione era completa ma non c’era la fideiussione. Succede poi che, non avendo inviato la documentazione completa, la notte tra il 24 e il 25 giugno Arkus Network blocca anche i bonifici che erano in partenza per il pagamento degli stipendi dei calciatori per quanto riguarda il trimestre da marzo a maggio 2019″.

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Salvatore Tuttolomondo, direttore finanziario di Arkus Network (Photo credits: Tullio M. Puglia/Getty Images)

Quali sono le prossime date da tenere in considerazione?

“Alla Lega B è stata inviata con qualche giorno di ritardo la documentazione completa comprensiva di fideiussione: quindi tenderei ad escludere un ribaltone da questo punto di vista. È pur vero che Tuttolomondo continua ad ostentare una sicurezza che spiazza un po’ tutti, del resto però le regole sono regole. Il termine del 24 giugno era perentorio, e non ci sarà possibilità di integrare la documentazione in sede di ricorso. Il 4 luglio la Covisoc terminerà la fase di analisi, e il 5 luglio darà un responso. Il Palermo dovrà andare senza dubbio al ricorso, da presentare entro l’8 luglio. L’11 luglio ci sarà la parola fine, perché il giorno seguente il consiglio federale dirà chi è stato ammesso nelle varie categorie. Ci aspettiamo che Arkus vada al TAR: in questo senso va letta anche la denuncia in sede penale, è chiaro che poi la situazione si allungherà”.

Quindi, la Serie D in questo momento è l’ipotesi più probabile?

L’ipotesi più probabile è che il 12 luglio il Palermo non venga iscritto alla Serie B, perda quindi l’affiliazione alla FIGC, e si ricostituirà un nuovo titolo sportivo, con una commissione indicata dal sindaco della città, Leoluca Orlando, che valuterà tutte le offerte e le proposte che arriveranno. Ci sarà anche qui una deroga: in Serie D il termine ultimo è il 12 luglio alle 18:00, ma ci sarà sicuramente una deroga, un po’ come accaduto per il Bari l’anno scorso. Comunque ancora non c’è nulla di deciso, dobbiamo aspettare almeno il 12 luglio. Nei prossimi giorni, con il parere della Covisoc, avremo le idee molto più chiare, anche se ad oggi è improbabile che ci possa essere un ribaltone. Non saranno brevi i tempi: se la giustizia sportiva rigetterà il ricorso, si andrà senza dubbio alla giustizia ordinaria”.

Che ambiente si respira a Palermo?

“Prima del 24 giugno c’era tanta parte della tifoseria fiduciosa. La nuova proprietà, una volta arrivata, aveva dato battaglia nei tribunali sportivi, e in qualche modo l’hanno vinta quella battaglia, evitando la Serie C. Fino al 23 giugno si pensava che tutto potesse andare per il verso giusto. Dopo, al ridosso della mezzanotte, è cambiato tutto: i tifosi hanno avuto contezza del fatto che la società non era riuscita a iscrivere il Palermo, che era l’obiettivo minimo dopo tante battaglie nei tribunali per mantenere la categoria. Oggi c’è una tifoseria in parte molto molto arrabbiata. Anche per questo nessuno di Arkus e nessuno della dirigenza si trova a Palermo. È una tifoseria in parte delusa e in parte molto arrabbiata”.

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I tifosi del Palermo (Photo credits: ilsole24ore.com)

Chiosa finale: “Per una piazza come Palermo, che sembrava ormai da 30 anni uscita dall’inferno, perché nel 1987 purtroppo questa piazza ha vissuto un anno senza calcio. Però poi, dagli anni 90 in poi, con l’era Zamparini, sembrava davvero che il Palermo, tra Serie A e Serie B sembrava fosse diventata una piazza calcistica importante. Ora sembra di essere ricaduti in un incubo che non si viveva da 30 anni. C’è una sfiducia totale, anche verso le persone nuove che arriveranno”.

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