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Pallavolo, Superlega e A1 femminile: campionati finiti?

Mancano pochi giorni alla deadline del 3 aprile per lo stop delle attività obbligato dal governo con il decreto per prevenire la diffusione del Covid-19. Ancora nessuna decisione in merito ai campionati di pallavolo di Superlega e A1 femminile, i quali potrebbero essere finiti; decisione che però potrebbe arrivare nel corso della prossima settimana.

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Igor Gorgonzola Novara – Photo Credit: Igor Volley Official Twitter Account

Campionati di pallavolo finiti?

Come tutte le attività, non solo sportive, anche la pallavolo si è fermata a causa dell’emergenza coronavirus. Campionati fermi, palestre chiuse e dunque anche allenamenti vietati in tutte le categorie facenti parte dello sport. In questi giorni il mondo della pallavolo, fatto di squadre, atleti e appassionati, è però in trepidazione; le due categorie maggiori sono infatti chiamate a prendere una decisione sui rispettivi campionati di Superlega e Serie A1 femminile.

Entrambi i consigli non si sono ancora riuniti per votare la soluzione definitiva; sia quello femminile che quello maschile dovrebbero incontrarsi dopo il 3 aprile, in attesa delle decisioni degli organi maggiori. Al momento sembra prevalere l’ipotesi di terminare i campionati, cancellando definitamente la stagione 2019/2020; in questo caso quindi non ci sarebbe la consueta assegnazione dello scudetto né in campo maschile né in quello femminile. Nonostante lo slittamento delle Olimpiadi di Tokyo, con inizio 23 luglio 2021, abbia aperto la possibilità di procedere con il campionato, la volontà rimane quella di non continuare.

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Imoco Volley Conegliano – Photo Credit: Imoco Volley Official Twitter Account

Superlega e A1 femminile: lo scudetto ai medici

La decisione di terminare la stagione femminile di pallavolo vede 11 società in accordo, una astenuta, Bergamo, e due al momento contrarie, Monza e Conegliano. In attesa della votazione, dalla maggioranza arriva un’idea; il presidente de Il Bisonte Firenze, Wanny Di Filippo, avanza l’ipotesi di consegnare lo scudetto a Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, in modo che possa darlo a medici ed infermieri in prima linea nella lotta al Covid-19. Una proposta originale quella fatta dalla pallavolo femminile e accolta dalla maggior parte delle squadre; un gesto molto forte: attribuire il massimo riconoscimento sportivo a chi lo merita più di chiunque altro.

Se la Lega Femminile sembra ormai essere arrivata a una conclusione, in campo maschile ancora si temporeggia. La volontà è quella di voler chiudere il campionato, soprattutto da parte degli atleti che hanno sempre sottolineato la difficoltà fisica di un eventuale ritorno in palestra. Le società vorrebbero probabilmente vedere lo scudetto della stagione attuale assegnato; la scelta sarebbe difficile e probabilmente infelice vista la serrata lotta tra le squadre in testa per accedere ai playoff e di conseguenza alla lotta scudetto. Il consiglio maschile dovrebbe comunque riunirsi dopo quello femminile, probabilmente per valutare le ipotesi anche in merito alle scelte prese dalla categoria rosa.

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Leo Shoes Modena – Photo Credit: Modena Volley Official Twitter Account

VNL, chiesto stop di due anni

Dal lato Nazionali arrivano voci anche sulla futura VNL; la competizione che vede le squadre nazionali girare il mondo in poco tempo sembrerebbe anch’essa a un bivio. Inizialmente l’idea vagliata era stata quella di anticipare la Volleyball Nations League nel periodo estivo lasciato libero dai Giochi Olimpici. Alcune Federazioni avrebbero però fermato la decisione sul nascere, chiedendo la possibilità di cancellare tale evento per i prossimi due anni.

Le motivazioni di tale richiesta sono piuttosto semplici da comprendere; la VNL è una maifestazione sportiva particolarmente costosa, anche e soprattutto per i continui spostamenti che le Nazionali coinvolte devono affrontare. La richiesta di annullare l’evento per il prossimo biennio arriva da una percezione di un futuro precario per alcuni Paesi, ambito sportivo compreso; non disputare la VNL andrebbe semplicemente a eliminare un peso economico in più nella fase di riassestamento post Covid-19.

Articolo a cura di Chiara Zambelli

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