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Palline da golf: quando sono diventate uguali nel mondo

Il golf sin dalla sua fondazione è caratterizzato da numerosissime innovazioni. Un costante processo di miglioramento delle attrezzature, dei campi e una sempre maggiore uniformità delle regole contribuiscono a rendere il golf lo sport che è oggi. Tra le tante regole, quella sulla standardizzazione delle palline da golf è sicuramente una delle più importanti e attese di sempre.

Le palline da golf sono la parte dell’attrezzatura che nel tempo ha avuto l’evoluzione più radicale

Leggenda narra che agli albori del golf si giocasse con un bastone da pastore e una pietra a guisa di pallina. Nel golf “moderno”, parliamo del 1618, le palline erano costituite da piume d’oca o di pollo pressate. Dopo due secoli si passa alla guttaperca, una resina molto resistente e a basso costo. All’inizio del 1900 la guttaperca lascia il posto al rivestimento balata, un lattice derivante dall’omonimo albero, che garantisce una copertura perfetta della palla, oltre a morbidezza e solidità della stessa. Diviene la pallina più usata per quasi un secolo. Dopo pochi anni vengono anche introdotti i dimples, fossette necessarie a conferire aerodinamicità ad una pallina già di per sé molto performante.

La diatriba sulle dimensioni e peso delle palline da golf tra R&A e USGA

Nel 1909 l’R&A approva le palline con un diametro minimo di 1,62 pollici, mentre nel 1929 l’USGA le approva con un diametro minimo di 1,68 pollici. Questa differenza di dimensioni sembra trascurabile, ma in realtà le caratteristiche cambiano in modo significativo. Ad esempio, la palla più piccola vola più lontano e più dritta rispetto alla versione più grande. La pallina da golf britannica è del 3,7% più piccola di quella americana. Interessante notare che sebbene non sembri un numero così impressionante, la palla britannica incontra il 7,5% in meno di resistenza al vento rispetto a quella americana, incidendo quindi non poco. Nel tentativo di porre fine a questa diatriba, USGA e R&A nel settembre 1970 avanzano una proposta per l’adozione di una pallina da golf da 1,66 pollici di diametro. Dopo anni di dibattiti, però, ritirano la proposta nell’agosto 1973.

Ben Hogan mostra al Vice Presidente dell’USGA Ike Grainger la “pallina europea” che ha usato per vincere il British Open del 1953 – Photo Credit: liveabout.com

Le implicazioni di queste differenze nel golf professionistico

Considerando che per le dimensioni delle palline da golf si parla di misure minime, le palline possono essere più grandi dei minimi menzionati nelle Regole del Golf. Quindi, all’epoca, giocando nel circuito del R&A si ha la possibilità di giocare la palla americana, più grande, ma non il contrario.
Giocando sul circuito USGA non si può scegliere la pallina piccola. I professionisti americani però hanno preferito quasi all’unanimità la pallina più piccola giocando il British Open (essendoci molto più vento rispetto ai campi statunitensi). La pressione su R&A e USGA per standardizzare le dimensioni è cresciuta gradualmente nel corso degli anni fino a non poter più essere ignorata. Il primo passaggio alla standardizzazione avvenne nel 1974, quando l’R&A decreta che la palla “europea” non sarebbe più stata legale al British Open. In questo modo, almeno i major vennero giocati tutti con palline della stessa dimensione.

Finalmente nel 1990 si arriva ad uniformare le palline in tutto il mondo

Nel 1990 finalmente viene stabilita la misura standard delle palline, cioè quella dell’USGA. La decisione viene presa in maniera ponderata. Fondamentalmente si è scelta la pallina più grande per evitare un problema che vediamo ripetersi anche oggi. Già all’epoca i tiri erano molto lunghi rispetto alla lunghezza delle buche. Oltre al fatto che una palla più piccola ha una superficie inferiore e crea meno resistenza nell’aria, anche il punto di compressione della pallina da golf sarebbe più piccolo, dando ai giocatori una maggiore probabilità di colpire la pallina al centro dello “sweet spot”. Davvero esplicativa l’affermazione dell’architetto scozzese Donald Ross rilasciata al Boston Herald.
Quest’ultimo infatti disse: “La nuova pallina da golf standard ha eliminato dai ranghi di alto livello il golfista meccanico del passato e l’abile tiratore ora raccoglierà la sua meritata ricompensa. Il gioco stava diventando troppo stereotipato con la vecchia palla. I tiratori stavano ottenendo tali distanze dal tee che invece di colpi da golf, effettuavano nient’altro che facili lanci per i secondi colpi“.

David Mario Arciero

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