Arte e Intrattenimento

Paolo Berizzi riceve il Premio dedicato a Daphne Caruana Galizia

Corinne Vella, sorella di Daphne, premia al Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari (GO) Paolo Berizzi. Il vincitore porta avanti da 20 anni un lavoro di indagine sul neofascismo, gruppo politico che mette in pericolo la libertà di stampa .

Paolo Berizzi vincitore della IV edizione del Premio Leali delle Notizie in memoria di Daphne Caruana Galizia

Una manifestazione all’insegna della libertà di stampa e di espressione si è appena conclusa in un piccolo Comune del Friuli Venezia Giulia. Siamo a Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia. Dal 2015 si svolge il Festival del Giornalismo e dal 2018 la cerimonia di consegna del Premio Leali delle Notizie in Memoria di Daphne Caruana Galizia. Il premio ha ottenuto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, il Patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, di Assostampa e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Queste due iniziative sono nate dall’associazione culturale Leali delle Notizie a Ronchi dei Legionari. Da sette anni l’associazione cerca di offrire al proprio pubblico un Festival del Giornalismo di qualità. Ogni anno vengono ospitati relatori provenienti da diverse parti d’Italia e del Mondo, cercando di dare spazio a giornalisti di svariate testate e reti tv, diverse anche nel loro schieramento politico.

Quest’anno la VII edizione del Festival del Giornalismo si è tenuta a Ronchi dei Legionari dal 7 all’11 settembre. La manifestazione è stata preceduta da sei appuntamenti itineranti di anticipazione al Festival. Questi incontri si sono svolti dall’1 al 5 settembre in alcuni Comuni della provincia di Gorizia e di Udine. 130 ospiti nazionali e internazionali, 43 incontri, 23 panel di discussione, 2 mostre, 1 masterclass, 2 letture sceniche e 14 presentazioni letterarie in 10 giorni hanno arricchito la VII edizione del Festival del Giornalismo. Le giornate del Festival a Ronchi hanno attirato in media 400 spettatori a giornata.

La lotta contro la mafia e la situazione della libertà di stampa nel mondo sono stati temi centrali anche della VII edizione del Festival del Giornalismo, in quanto si legano al Premio Leali delle Notizie in memoria di Daphne Caruana Galizia. La giornalista maltese è stata uccisa in un attentato il 16 ottobre 2017 a causa delle sue inchieste giornalistiche svolte a Malta su corruzione e criminalità. L’associazione Leali delle Notizie dal 2017 ha preso a cuore la vicenda di Daphne. Ha deciso quindi di indire un premio, in pieno accordo con la famiglia della giornalista, per ricordare tutti quei giornalisti che, come Daphne, vengono minacciati perché hanno il coraggio di raccontare la verità.

Paolo Berizzi riceve il Premio dedicato a Daphne Caruana Galizia
Corinne Vella premia Paolo Berizzi assieme a Fabio Rinaldi, artista triestino del Premio Leali delle Notizie.

La consegna del Premio

Sabato sera, in chiusura del Festival del Giornalismo, Corinne Vella, sorella di Daphne, ha consegnato al vincitore Paolo Berizzi il Premio Leali delle Notizie. La prima edizione del premio era stata vinta da Federica Angeli, la seconda da Sandro Ruotolo e la terza da Fabiana Pacella. «A quattro anni dalla morte di Daphne, sette persone hanno ammesso di aver preso parte all’omicidio. È stato avviato un processo penale, ma molto lento. Finora solo una persona è stata condannata perché ha deciso di patteggiare – ha spiegato Corinne Vella -.  Essere qui stasera per me è molto importante. Leali delle Notizie è stata fra i primi a contattarci. Il loro avvicinamento mi ha dato la speranza di pensare che le cose sarebbero andate bene. Chi ha ucciso Daphne voleva silenziarla. Leali delle Notizie ci ha aiutato a combattere questa situazione. Tutte le persone che hanno ricevuto questo premio hanno il mio rispetto».

Leali delle Notizie continua dunque con questa iniziativa a chiedere giustizia per Daphne e a lottare per la libertà di stampa nel mondo. Ogni anno viene dato quindi il Premio Leali delle Notizie a un operatore dell’informazione che si sia distinto, in Italia come all’Estero, con le sue inchieste e le sue ricerche, mettendo a volte pure in pericolo la sua vita e quella dei propri cari. Ogni anno un comitato scientifico, formato da giornalisti, decide quale operatore dell’informazione premiare. Quest’anno la commissione era formata da: Rossano Cattivello (direttore di Il Friuli), Omar Monestier (direttore di Il Piccolo e del Messaggero Veneto), Ester Castano (giornalista di La Presse), Paolo Borrometi (Presidente di Articolo 21), Giuseppe Giulietti (Presidente FNSI) e Cristiano Degano (Presidente ODG FVG).

Paolo Berizzi, giornalista de La Repubblica, è risultato il vincitore della IV edizione, in quanto porta avanti da 20 anni un lavoro di indagine sul neofascismo, gruppo politico che mette in pericolo la libertà di stampa. Attualmente è l’unico caso di cronista in Europa a vivere sotto scorta in seguito a minacce e atti intimidatori da parte dell’ultradestra. «Daphne Caruana Galizia con il suo sacrificio ci ha ricordato che se si sceglie di fare il mestiere del giornalista, l’unico modo possibile per dare senso alla propria professione è cercare la verità. Bisogna inseguirla, illuminarla e portarla a galla, anche mettendo a rischio la propria vita, senza mai arrendersi – ha affermato Paolo Berizzi durante la cerimonia -. La scorta non è un privilegio o un merito, ma cambia la propria vita privata e pure il proprio lavoro. Già dal 2013 sono stato indicato come qualcuno da azzittire e isolare. Lo hanno fatto anche i politici che da anni strizzano l’occhio ai gruppi che mi minacciano e che hanno aggredito i miei spazi vitali». 

Sandro Ruotolo, ospite anche lui sabato al Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari, ha ricordato che, secondo l’Osservatorio del Viminale, il 67% delle minacce provengono da contesti socio-politici e il 37% dalla criminalità organizzata. Nel 2021 le minacce sono inoltre aumentate del 20%, e gran parte avvengono sulla rete e in contesti sociopolitici.

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