Con diciotto anni di carriera alle spalle duranti i quali ha pubblicato libri per ragazzi, saggi e romanzi, Paolo Di Paolo è tra gli scrittori più conosciuti nel nostro paese.
Stasera l’autore di Romanzo Senza Umani sarà tra gli ospiti della nuova puntata di Splendida Cornice, in onda stasera a partire dalle 21:30 su Raitre. Romano, classe 1983, Di Paolo dopo aver concluso gli studi, appena ventenne è tra i finalisti nazionali del Premio Campiello Giovani, mentre l’anno successivo debutta nella narrativa con i racconti Nuovi Cieli, Nuove Carte. Per il primo romanzo bisogna attendere il 2008 quando pubblica Raccontami La Notte In Cui Sono Nato, elogiato dalla critica, seguito l’anno successivo da Questa Lontananza Così Vicina e Dove Eravate Tutti, con il quale conquista il Premio Mondello ed il Superpremio Vittorini.
Paolo Di Paolo, i riconoscimenti e le opere più importanti
Con Mandami Tanta Vita nel 2013 entra tra i finalisti del Premio Strega e vince il Premio Fiesole Narrativa Under40: dieci anni dopo pubblica Romanzo Senza Umani con il quale ritorna nella cinquina del premio letterario. Attivo anche nella narrativa per ragazzi, Di Paolo ha realizzato sette opere tra il 2014 ed il 2023, ha inoltre firmato sette saggi. Il 42enne collabora anche con La Repubblica, L’Espresso e Vanity Fair. Conduce dal 2006 le Lezioni di Storia all’Auditorium Parco della Musica di Roma e collabora come autore a programmi culturali.
La vita privata dello scrittore è blindatissima. Sul suo sito ufficiale sono presente delle dichiarazioni nella bio di Di Paolo sulle motivazioni che l’hanno spinto ad intraprendere un viaggio nel mondo della letteratura: “A volte ho scritto per amore, per nostalgia, per seguire una musica, per suonarla con le parole. Ho scritto anche per dimenticare, ma non ci sono riuscito. Ho scritto per iniziare un dialogo con qualcuno, per muovere un’idea, per difendere un’idea, per guarire, e per ammalarmi di nuovo. Ho scritto perché c’era una storia che valeva la pena raccontare, come si fa in treno con uno sconosciuto. Ho scritto per fare delle domande senza avere nemmeno l’inizio di una risposta. Ho scritto per lasciare le domande aperte come porte spalancate. Ho scritto, talvolta, come si prega, e come si chiede a qualcuno di restare





