Robert Francis Prevost, il nuovo Papa, è l’ultimo di tre fratelli cresciuti in una casa semplice ma intensa, dove il Vangelo non si leggeva soltanto: si viveva. E anche se Louis e John – i fratelli maggiori del nuovo Papa Leone XIV– restano lontani dai riflettori, sono parte essenziale del mosaico che ha formato l’uomo chiamato oggi a guidare la Chiesa universale.
Chi sono i genitori del nuovo Papa
Il padre, Louis Marius Prevost, era un veterano dell’esercito e poi un educatore molto amato a Chicago: fu preside della Mount Carmel Elementary School e in seguito sovrintendente scolastico. La madre, Mildred Martínez, aveva origini spagnole ed era l’anima spirituale e conviviale della casa. Cantava nel coro parrocchiale, organizzava incontri per le famiglie e accoglieva con entusiasmo i sacerdoti di passaggio: a casa Prevost, il tavolo era sempre apparecchiato per uno in più. La madre, Mildred, descritta come una donna solare, accogliente, determinata, amava cantare, cucinare, creare comunità. Era lei a guidare i figli nella preghiera, a coinvolgerli nelle attività parrocchiali, a rendere la casa una piccola chiesa domestica. La sua ospitalità era famosa: ogni sacerdote della zona sapeva che dalla signora Mildred non mancava mai un piatto caldo e un sorriso. E non è difficile immaginare quanto questo stile abbia influenzato anche l’attitudine pastorale del futuro Papa.
Chi sono i fratelli del nuovo Papa, Leone XIV, Robert Francis Prevost: Louis e John

Tutti e tre i fratelli servivano come chierichetti nella parrocchia di St. Mary of the Assumption, nella periferia sud di Chicago. Erano gli anni Settanta, e mentre il mondo cambiava, la famiglia Prevost restava fedele a una routine fatta di Messe, volontariato e scuola cattolica. La religione non era imposta, ma respirata: e Robert, il più piccolo, ha sempre sentito in quella quotidianità la voce discreta di una vocazione.
John, invece, ha lavorato per molti anni nel mondo dell’educazione. È stato preside della St. Gabriel Elementary School, nel quartiere Canaryville di Chicago, dal 1993 al 2004, per poi tornare a ricoprire quel ruolo nel 2015. Anche lui, pur essendo inserito in un ambiente cattolico, ha mantenuto un basso profilo e non ha mai utilizzato il nome del fratello per emergere. È il tipo di uomo che lavora in silenzio, educa generazioni e saluta con un sorriso gli alunni all’ingresso ogni mattina.
John ha 71 anni ed ha fatto fatica ad elaborare l’ascesa al soglio pontificio di suo fratello. L’elezione, è emerso in un’intervista concessa al “Daily Herald”, “è stato un momento letteralmente scioccante”, ha detto l’uomo. “Ero al telefono con mia nipote e non riuscivamo a crederci. Poi il telefono, l’iPad e il mio cellulare sono impazziti”, ha raccontato. Rivelando poi alcuni episodi della vita del nuovo Pontefice. “La nostra è stata un’infanzia normale. È un po’ strano, ma tutti e tre noi fratelli sapevamo cosa volevamo fare fin da piccoli. E Rob sapeva che sarebbe diventato prete da quando ha imparato a camminare. Un vicino una volta ha persino detto che un giorno sarebbe diventato Papa”. L’ultima telefonata con Leone XIV è stata la sera prima del Conclave. “Mi chiese: ‘Come dovrei chiamarmi?'”, ha ricordato John. “Gli dissi che non doveva essere Leone perché’ sarebbe stato il tredicesimo. Ma deve aver fatto delle ricerche per vedere che in realtà era il 14esimo”. Poi, nel corso di un un’altra intervista, John ha assicurato al mondo che suo fratello “sarà un secondo Papa Francesco”. Credo, ha proseguito, “che seguirà le sue orme lavorando per i meno abbienti”, sottolineando che sarà un buon Papa perché ha “un profondo sentimento per i diseredati, per i poveri, per coloro che non sono ascoltati”. Nel suo cuore, nella sua anima, ha sottolineato ancora John Prevost, “voleva essere un missionario. Non voleva essere vescovo o cardinale, ma è quello che gli è stato chiesto di fare ed è quello che ha fatto”, ha detto ancora.
Papa Leone XIV è un tifoso della squadra di baseball dei Chicago White Sox. Lo stesso John lo ha confermato all’emittente televisiva locale WGN. “E’ sempre stato un tifoso dei Sox. Nostra madre era una tifosa dei Cubs”, l’altra formazione della città, “e nostro padre era un tifoso dei Cardinals” di St. Louis, ha spiegato. “Tutte le zie, la famiglia di nostra madre, provenivano dal lato nord, ed erano tifose” dei Cubs, che hanno sede in quella zona della città”. Tra l’altro proprio la squadra dei Sox su X ha postato la foto di un cartello esposto nello stadio di casa, il Rate Field, con scritto: ‘Ehi Chicago, è un tifoso dei Sox’. Una risposta-sfottò ad un analogo cartellone pubblicato poco prima dai rivali dei Cubs al Wrigley Field, casa del club.
Di Louis si sa pochissimo. Le fonti lo descrivono come un uomo riservato, senza ruoli pubblici noti. Non è un religioso, non è stato coinvolto nelle attività del Vaticano e non ha mai cercato la ribalta. Probabilmente ha scelto una vita lontana dalla visibilità – e oggi più che mai, la sua discrezione è diventata quasi poetica.





