Nella giornata di oggi è stata interrogata nell’aula bunker del carcere di Rebibbia Paola Deffendi, la mamma di Giulio Regeni. Ha portato la sua testimonianza davanti alla Prima corte di Assise. In questa occasione ha raccontato il processo per il sequestro e l’omicidio del ricercatore friulano, ucciso brutalmente in Egitto nel 2016.
Processo Giulio Regeni, parla la madre davanti alla Corte d’Assise

Durante l’interrogatorio ha raccontato. “Quando ho dovuto riconoscere il corpo di Giulio ho potuto vedere solo il suo viso: ho visto la brutalità, la bestialità, sul corpo di nostro figlio. Era coperto da un telo e chiesi di poter vedere almeno i piedi ma una suora mi disse suo figlio è un martire. Lì capii che era stato torturato. La famiglia venne contattata dall’ambasciatore di allora che comunico loro di “non portare buone notizie”. La madre di Giulio ha anche raccontato che, nel corso delle passate udienze, ha incontrato l’ambasciatore egiziano in aeroporto. “Non l’ho mai detto prima. Ci siamo seduti accanto a lui, chiedendo se sapeva che c’era un processo in Italia sul caso Regeni, lui disse di sì”.
“Giulio fin da bambino era appassionato di storia, il mondo arabo lo ha conosciuto quando con tutta la famiglia siamo andati a Istanbul, andava in seconda media e ci accorgemmo che già aveva molto interesse per quella cultura”. I coniugi Regeni hanno inoltre raccontato di essersi recati presso l’alloggio del figlio, dopo la notizia della sua scomparsa. “Trovammo il coinquilino di Giulio, ci chiese se la camera ci sembrava in ordine. Il giorno dopo lo abbiamo rivisto a casa e ci disse che erano passati tre poliziotti chiedendo informazioni su Giulio e sul suo computer, che io avevo messo in un cassetto”.
“La mattina del 3 febbraio dovevamo andare al commissariato di Dokki, ma ci dissero che non serviva più perché le autorità egiziane stavano lavorando sul caso”. Ha inoltre mandato un messaggio di solidarietà alla famiglia di Alberto Trentini: “La nostra famiglia è molto vicina a quella di Alberto Trentini.
Marianna Soru
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