7 C
Roma
Aprile 21, 2021, mercoledì

Parmigianino: la storia della sua arte

- Advertisement -

In un momento storico incerto e instabile, soprattutto nell’ambito fiorentino e romano nasce la Maniera, anche detta Manierismo. La precarietà della situazione politica verso la fine del 1500 e il superamento completo del Rinascimento, portano gli artisti verso nuove ricerche. L’introspezione individuale e psicologica emerge pian piano delle opere, come evasione da una realtà poco rassicurante. Francesco Mazzola, meglio noto come il Parmigianino, svilupperà in queste direzioni, uno stile originale e inedito, pronto a fare il giro del mondo.

La pittura Manierista

La Maniera trova terreno fertile soprattutto nell’arte della pittura. Dopo la febbrile attività del Rinascimento e tutte le innovazioni tecniche apportate, i pittori volgono il loro sguardo verso nuovi orizzonti. Si abbandona infatti la perfezione prospettica, la purezza del disegno, per concentrarsi più su una maggiore introspezione e analisi personale.

Una caratteristica tipica della pittura Manierista è la linea serpentinata. Questa peculiare linea, nasce dall’esasperazione delle anatomie di Michelangelo Buonarroti, già abbastanza ardite in origine. A Firenze il Manierismo muove i suoi primi passi, ma a Roma si diffonde in molti ambienti artistici, tra i quali quello degli allievi di Raffaello.

Parmigianino, Autoritratto allo specchio. Photo credits: Meisterdruke Logo
Parmigianino, Autoritratto allo specchio. Photo credits: Meisterdruke Logo

Il Parmigianino

Francesco Mazzola, meglio noto con il soprannome di Parmigianino, è un grande esponente della pittura manierista. La sua vita breve e non priva di difficoltà, connessa al suo carattere spesso complicato, talvolta quasi border line si sposano perfettamente col mood del movimento artistico. Nasce a Parma nel 1503 e, pur seguendo le orme del compaesano Correggio, sviluppa ben presto una visione molto originale.

La sua ricerca verso una figura nuova e inedita, è documentata da una serie cospicua di disegni preparatori per le sue opere maggiori. Parmigianino caratterizza le sue figure attraverso l’uso di colori chiari e trasparenti e un’eleganza ricercata. In “Autoritratto allo specchio” mostra tutta la sua attitudine per i virtuosismi: si raffigura usando uno specchio curvo, creando un’opera con una resa che oggi definiremmo in fish eye.

 Parmigianino, Madonna col collo lungo. Photo credits: ADO analisi dell'opera
Parmigianino, Madonna col collo lungo. Photo credits: ADO analisi dell’opera

Il modulo allungato

Parmigianino riscuote sin dai primi anni di attività un grande successo. Nel 1524 lavora a Roma alla corte di papa Clemente VII, che lascia solo nel 1527, costretto dalle invasioni barbariche. Lavora anche a Bologna, prima di rientrare a Parma e lasciare sue opere anche qui. Il suo particolare stile è chiaramente visibile nella “Madonna dal collo lungo”.

Questa tavola dipinta a olio tra 1534 e 1540 mostra palesemente la novità delle linee e delle forme di Parmigianino. Come suggerisce il titolo dell’opera infatti, questa figura religiosa viene riprodotta nella sua posa seduta, col bambino in braccio, ma con un’eleganza e un aspetto mai visti prima. Si spegne nel 1540 e il suo modulo allungato e aggraziato delle figure influenzerà i pittori in tutta Europa e il canone stesso di bellezza femminile.

Claudia Sferrazza

Seguici su:

Facebook

Instagram

Twitter

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -
- Advertisement -

Continua a leggere

- Advertisement -

Ultime News

- Advertisement -