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Parte oggi il cashback Autostrade: ecco chi ne ha diritto

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In questi giorni si sta parlando del Cashback Autostrade. Ma di cosa si tratta? Sui tratti gestiti da Autostrade per l’Italia sarà possibile ottenere un rimborso tra il 25% e il 100% per ritardi maggiori di 15 minuti e causati dai lavori dei cantieri situati in diversi punti dell’autostrada in Italia.

Cashback autostrade per tutti i veicoli

Arriva il cashback sui pedaggi Autostrade per l’Italia (Aspi). Un rimborso tra il 25% il 100%, in base ai ritardi causati dai cantieri situati in diversi punti delle autostrade. Lo ha spiegato ieri in un articolo lungo e ben approfondito il Sole 24 Ore di Maurizio Caprino. Il diritto al rimborso parte con lo scoccare della mezzanotte di oggi e vale per tutti i veicoli. In gennaio gli utenti riceveranno poi il cashback del periodo compreso tra il 15 settembre e il 31 dicembre.

Il rimborso è automatico per chi ha il Telepass, mentre chi non usufruisce di questo servizio dovrà scaricare l’app Free To X: bisognerà registrarsi, indicando anche un indirizzo email e un documento, e si dovrà allegare lo scontrino di ricevuta del pagamento del pedaggio che certificherà così la presenza sul tratto critica e il tempo di percorrenza effettivo. La richiesta verrà analizzata poi entro le 48 ore e si riceverà una notifica con l’esito della segnalazione. Se la risposta sarà positiva l’utente potrà avere uno sconto in fattura se munito di Telepass, oppure indicherà l’iban del conto corrente sul quale si desidera avere il rimborso.

Secondo l’accordo stabilito tra Aspi e il Ministero delle Infrastrutture si prende in considerazione il tempo di percorrenza medio standard per calcolare il ritardo: 100 km/h per i veicoli leggeri e 70 km/h per quelli pesanti. Dal calcolo del ritardo restano fuori i problemi legati a cause estranee ai cantieri: dal traffico intenso al meteo, dagli incidenti ai blocchi dovuti a eventuali manifestazioni. Resta fuori il tempo effettivamente impiegato dal singolo utente, in quanto potrebbe accumulare ritardi per soste prolungate o perché viaggia a un’andatura inferiore da quella che le condizioni della strada consentirebbero.

Il diritto al rimborso del conducente

l diritto al rimborso scatta per ritardi superiori a 15 minuti rispetto al tempo standard di percorrenza del tratto autostradale. Per tratte fino a 29 chilometri, i ritardi danno diritto al rimborso del 100% del pedaggio. Lo stesso vale tra i 30 e i 49 chilometri di percorrenza, a meno che il ritardo non sia tra i 15 e i 29 minuti e allora il rimborso sarà del 75%. Tra i 50 e i 99 chilometri, spetta il 50% per ritardi inferiori ai 30 minuti e il 75% per i ritardi tra i 30 e i 45 minuti. Sulle tratte più lunghe, si ha diritto a rimborso solo per ritardi molto consistenti. Per esempio, oltre i 500 chilometri, spetta il 25% per ritardi da 90 a 119 minuti e il 50% per ritardi da 120 minuti in su. Il rimborso riguarda la sola quota di competenza di Aspi.

Come ben ricorda Caprino nel suo articolo, le manutenzioni sui tratti autostradali in Italia sono incominciate in modo consistente dal 2019. Alcune stragi come quella di Avellino, in cui un bus è precipitato nel 2013 dal Viadotto Acqualonga per problemi alle barriere, e quella del crollo del Ponte Morandi hanno avviato poi una serie di prescrizioni di lavori urgenti non più rinviabili in più tratti delle autostrade in Italia. Non è stato possibile dunque organizzare un calendario sui lavori da apportare nelle diverse tratte in tempi diversi, ma oggi in tutta Italia ci sono diversi cantieri attivi.

In questi due anni di disagi c’è stata qualche concessione di esenzione e raramente qualche sconto applicato solo a beneficio del traffico locale, mentre chi ha affrontato un viaggio più lungo ha quasi sempre dovuto pagare il pedaggio pieno. Aspi ha quindi perso 77 milioni di euro a causa dei disagi provocati dai diversi cantieri e si è dunque ritenuto necessario oggi l’introduzione di un cashback autostradale.

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