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Partita Iva: 4,4 miliardi a fondo perduto, chi è idoneo per fare domanda

Nuove possibilità da parte del governo: a chi possiede una partita iva, ma è rimasto escluso dai contributi a fondo perduto previsti dai decreti economici. Si parla di ottenere un bonus concesso a chi non risultava adatto per usufruire dei sostegno precedenti.

I requisiti richiesti ai detentori della partita iva

Sono necessarie delle condizioni per poter accedere al bonus di mille euro.
Prima di tutto le imprese devono avere registrato nel 2020 un calo dell’utile almeno del 30% e, se erano in perdita, l’aumento delle perdite dev’essere stato minimo del 30%, e il fatturato annuale non può essere superiore a 10 milioni di euro.
Un altro elemento di riferimento da considerare riguarda l’anno in cui è stata aperta l’attività. Può essere richiesto da chi ha attivato la partita iva dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 e la cui attività ha esordito nel 2019.
Inoltre, la dichiarazione dei redditi del 2019 deve essere stata presentata in modo regolare, e quella del 2020 entro il 30 settembre.

Per poter fare domanda, si deve presentare la richiesta all’Agenzia delle Entrate che istituirà una piattaforma apposita, e si avranno 30 giorni di tempo per poter richiedere il bonus.
Si può ottenere un minimo del 5% fino ad arrivare a un massimo del 30%, dipende dai ricavi e dai compensi ottenuti. Chi ha avuto ricavi e compensi fino a 100 mila euro riceverà il 30%, per ricavi da 100 mila a 400 mila euro il 20%, da 400 mila a un milione di ricavi il 15%, da un milione a 5 milioni il 10%, e infine da 5 milioni a 10 milioni di ricavi il 5%.

Si attende una disposizione da parte dell’Agenzia delle entrate per capire la data da quando potrà partire la domanda ed entro quanto deve essere presentata, ma è certo che le domande dovranno essere inviate per via telematica, e che non c’è alcun tipo di differenza rispetto al settore nel quale opera l’azienda.
Si deve considerare comunque che i tempi sono regolati dal fatto che i fondi sono erogati dal decreto Sostegni Bis e, quindi, dovranno essere spesi entro la fine dell’anno.

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