Cultura

Cosmo Pasciuto e Roberto Uttaro, tra cultura e beneficenza

Gli autori dei libri, che hanno permesso di far incontrare cultura e beneficenza, hanno risposto alle nostre brevi domande, per poterlo leggere nella giusta ottica. Roberto Uttaro autore di “E ti scrivo“, e Cosmo Pasciuto autore di “E nessuno risponde” e di una nuova opera “Il funambolo della sera” (uscito da poco) premiato al valore ed all’impegno poetico il 7 Dicembre dall’associazione de Libero.

Cosmo Pasciuto e Roberto Uttari: un abbraccio ben stretto, tra cultura e beneficenza

Di seguito presentiamo le risposte degli autori a le nostre domande. Domande utili a poter leggere un libro entro un ottica d’interpretazione dei pensieri e delle volontà degli autori. I due libri infatti, complementari, si presentano: uno come l’insieme di uno scambio di lettere tra un ragazzo ed i suoi affetti, l’altro come una raccolta di 12 racconti “fiabeschi”.

“E nessuno risponde”

Quando inizia la stesura dell’opera e quando nasce la volontà di devolvere interamente il ricavato al Gaslini di Genova?

La stesura dell’opera ha inizio per caso… ma molti anni fa. I racconti sono solo alcuni dei tanti scritti e depositati in un vecchio cassetto, chiuso per molti anni… Poi, nell’estate scorsa ho deciso di rileggerli tutti e scegliere tutti costoro che avevano in comune un refrain esistenziale: “E nessuno risponde”.

Se questo è il tempo di stesura e pubblicazione, diversa è la gestazione e la maturazione di voler devolvere i proventi online al Gaslini di Genova. Mio cugino, Roberto Uttaro con “E ti scrivo” ed io con “E nessuno risponde” abbiamo prontamente accolto l’idea di operare nel sociale, perché entrambi convinti che, seppure sia solo una goccia nell’infinito mare dell’esistenza, è importante sempre lottare accanto a chi soffre e sperare di aiutare un po’ la ricerca. L’aiuto è umano ed è l’unica cosa che ci rende fratelli.

Le storie sono tutte inventate o sono state tratte da esperienze vissute in prima persona?

I racconti nascono così per caso… Sono 12 come le ore di un quadrante dell’orologio, 12 come i mesi dell’anno… Sono tutte storie inventate, tranne una: Il volo del gabbiano, che ritrae gli ultimi momenti di mio cugino, il prof. Giancarlo Uttaro.

Ogni storia ha una sua morale, esiste un filo logico che lega tutte le storie del libro?

Ogni storia è legata alle altre oltre che dall’amara constatazione che “E nessuno risponde” anche da con un particolare reticolato esistenziale secondo cui il silenzio o la mancata risposta possono generare altri silenzi che spengono la vitalità. A ciascuno invece è dato di rispondere alla richiesta dell’altro.

Qual è la tematica affrontata principalmente dal libro?

La tematica più ricorrente è sicuramente l’indifferenza della società attuale, la solitudine che alberga in diverse relazioni umane e quel senso di fatalità che tutto avvolge in un continuo divenire.

“E ti scrivo”

Se dovesse riassumere le emozioni provate in quel periodo con uno o più aggettivi, quali utilizzerebbe?

“L’aggettivo più appropriato sarebbe intenso, in quanto racchiude una serie di emozioni e stati d’animo, smarrimento iniziale, nostalgia, la temperanza, forza d’animo e volontà di portare a termine il proprio compito. Nel contempo si sono evidenziati anche il giusto orgoglio, la possibilità di confrontarsi con gli altri ed allacciare nuove fratellanze di vita.

Quali lettere riescono maggiormente a rappresentare la tematica del libro e ti scrivo?

Credo che tutte le lettere siano collegate dallo stesso filo conduttore: l’unità familiare. Le lettere che più hanno inciso un percorso di vita all’interno della mia coscienza sono: la lettera di mia madre “Nobilitate”, in quanto attraverso quelle poche righe ho trovato lo sprone giusto per mettere in pratica i suoi insegnamenti di vita.

La lettera di mia nonna, dal titolo “Macedonia”, una lettera semplice ma particolarmente intensa, mi ha fatto rivivere con evidente nostalgia, i bei pomeriggi trascorsi con lei. La lettera di mio padre racchiude nel suo titolo “Tenacia” tutto ciò che lui ha sempre voluto insegnare a me e mio fratello; nella lettera di mio fratello “Vai avanti” è racchiusa tutta l’essenza del suo essere, chi era per davvero

Possiamo dire che e ti scrivo è un inno ai ricordi passati e restaurati sotto un ottica differente, più matura, rispetto a come venivano intesi dal cuore di un ragazzo?

” No, in quanto le lettere sono state trascritte fedelmente e senza alcuna rivisitazione. Posso dire che rileggendole sotto un’ottica più matura ho compreso quanto fossero tutt’oggi attuali, perché i veri sentimenti, a mio modesto parere, sono incorruttibili allo scorrere del tempo.”

Due opere davvero commoventi da leggere, che descrivono in maniera precisa ed interessante i fili che uniscono le persone. Fili che possono spezzarsi o ricucirsi, i quali permettono all’altro di comunicare, chiedere, scrivere ed aspettare un’eventuale risposta. Fili che vengono tessuti anche tra la cultura e la beneficenza, due mondi che rappresentano i nostri bisogni, bisogni vitali di uomini. Perché senza cultura e senza beneficenza si rischia di perdere l’umanità.

Entrambi i libri si possono acquistare in copia cartacea o in ebook su Amazon. L’intero ricavato proveniente dall’online verrà donato al Gaslini di Genova, precisamente al reparto delle leucemie infantili, una bella opera di beneficenza.

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