Patriarcato: una delle parole più usate al giorno d’oggi nei discorsi di politica ed emancipazione. Un fenomeno che si cerca di combattere sempre più. Una parola il cui significato è stato traslato con il tempo. Un termine che ingloba più definizioni al suo interno. Scopriamo di cosa si tratta.
Etimologia del termine patriarcato

Il termine patriarcato deriva dal greco ἄρχειν, árchein (che significa comandare), e πατήρ, patḗr (che significa padre). Letteralmente significa “il comando del padre” o “la legge del padre”. Secondo il dizionario etimologico, il termine da cui deriva questa parola è patriarca.
Gli autori antichi usavano questo termine, infatti, per identificare i capi delle famiglie o delle tribù che vissero prima e dopo il diluvio universale; poi, usato anche per indicare il Capo supremo di una chiesa vescovile. Le origini di patriarcato lasciano ben capire quanto siano lontane le sue radici e quanto sia cambiato con il tempo il suo significato semantico.
L’evoluzione semantica
Nel passato, quando si parlava di “patriarcato” si intendeva la forma di potere e controllo che il padre deteneva all’interno del nucleo familiare. Ricordiamo, a tal proposito, la figura che le donne ricoprivano in casa (ma anche fuori) e quella del pater familias. Con questa espressione si intendeva, infatti, l’uomo cittadino libero che deteneva in sé tre poteri: la patria potestà nei riguardi dei figli e dei nipoti; la manus maritalis nei riguardi della moglie e delle nuore; la dominica potestas nei riguardi dei servi e delle cose appartenenti alla famiglia. Un uomo, quindi, che stabiliva legge e comando in casa.
Con l’andare avanti, il termine ha subito una evoluzione semantica. Fino ai tempi dei nostri bisnonni, la parola patriarcato continuava a mantenere stretta l’idea di un padre autoritario. Oggi, invece, il suo significato si è esteso a tutti gli uomini, padri e non. Tra i vari significati legati a questa parola (riportati sul dizionario Treccani), ritroviamo al terzo posto “Complesso di radicati, e sempre infondati, pregiudizi sociali e culturali che determinano manifestazioni e atteggiamenti di prevaricazione, spesso violenta, messi in atto dagli uomini, spec. verso le donne.”.
Patriarcato o maschilismo?
Al giorno, infatti, quando nei discorsi di carattere sociale e politico si parla di patriarcato non si fa più riferimento ad un fenomeno di prevaricazione della figura paterna, ma del “maschio” in generale. A questo punto, la domanda sorge spontanea: non sarebbe più corretto usare il termine maschilismo? Il maschilismo riesce a racchiudere meglio ciò che si vuole intendere oggi: la convinzione che uomini abbiano superiorità psicologiche, biologiche ed intellettuali rispetto alla donna.
I due termini non possono essere usati come sinonimi, in quanto la cultura patriarcale rappresenta un dogma sociale, un’insieme di norme storico-politiche; gli atteggiamenti maschilisti sono conseguenze della prima. Usare il termine patriarcato e maschilismo indistintamente è un errore ma anche un rischio. Ricordare come il maschilismo sia un effetto collaterale di centinaia di anni in cui il padre era la figura di potere nella famiglia è importante per evitare che queste dinamiche si ripropongano. E’ importante per ricordare da cosa bisogna scappare.
Giulia Celeste
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