11.7 C
Roma
Aprile 12, 2021, lunedì

Pedro Acosta: “Cerco l’istinto di Schwantz in un mondo di elettronica”

- Advertisement -

In Qatar un ragazzino di sedici anni, Pedro Acosta, ha lasciato a bocca aperta appassionati di motociclismo e addetti ai lavori. Il pilota spagnolo ha vinto in Moto3 partendo dalla pitlane, impresa che nella storia del Motomondiale è riuscita solamente a Dani Pedrosa nel 2012, a Valencia.

Quella volta Dani partiva dai box per una scelta tecnica date le condizioni miste dell’asfalto, con il pilota Honda che aveva deciso all’ultimo di partire con gomme slick a differenza dei partenti in griglia. Tuttavia domenica, a Losail, gli pneumatici erano gli stessi per tutti. Acosta al primo giro pagava più di 10 secondi dal gruppo di testa e ha impiegato dieci passaggi per agganciarlo. Infine gli sono bastate ulteriori 7 tornate per liberarsi di una ventina di piloti e tagliare per primo la bandiera a scacchi. Qual’è la storia di questo ragazzo prodigio? Scopriamola insieme!

Pedro Acosta, dai primi passi alla Moto3

Pedro Acosta nasce a Mazarron, provincia autonoma di Murcia, nel 2004. Il papà è pescatore, da qui il soprannome del figlio che, nel Paddock, viene identificato come “Lo Squalo Di Mazarron” o, se preferite, “El Tiburon de Mazarron”. Pedro riceve proprio dal padre il primo mezzo a due ruote. Si tratta di una di quelle motine cinesi che si vendono nei negozi di biciclette. Per il piccolo Acosta è amore a prima vista, tanto che solo a sette anni inizia a gareggiare nei campionati minori velocità.

Nonostante le resistenze della madre e delle sorelle, Pedro ha le due ruote nel sangue e una passione che spazza lontano le loro preoccupazioni. Il tutto viene consolidato da una Suzuki K7, esemplare di proprietà del padre dipinto con i colori Pepsi. La livrea, identica alla leggendaria Suzuki 500cc di Kevin Schwantz del 1988, fa il paio con i filmati del pilota statunitense che Pedro consuma avidamente: il #34 sarà, per Acosta, unico e indiscusso idolo.

“La passione di mio padre è diventata la mia passione e dopo quella motina a cinque anni ho iniziato a fare sul serio. All’inizio mia mamma non era molto contenta. Dalla Suzuki K7 di mio padre è iniziato tutto. Lui mi mostrava i video di quando andava alle corse e quelli dello stesso Schwantz. Kevin era incredibile, puro spettacolo. Era istinto puro. Sapeva cosa piaceva alla gente anche quando non era tutto basato sulla tv o sui social media. In MotoGP oggi gran parte della guida si basa sulla comprensione dell’elettronica. Io, però sento di essere uno che frena e accelera per istinto

Pedro-Acosta
La Suzuki Pepsi 500cc di Kevin Schwantz,1988. – Photo Credits: Motul Press

Il pilota di Mazarron cresce e debutta, nel 2019, nella Red Bull Rookies Cup Moto3. Pedro brucia le tappe e conclude la stagione d’esordio da vice campione per, poi, vincere il campionato nel 2020. Da qui il trampolino di lancio per il Motomondiale, che lo ha visto ai blocchi di partenza dieci giorni fa. A sua disposizione una moto di primissima fascia: la Red Bull del team KTM Ajo. Secondo posto ad un soffio dal velocissimo compagno Jaume Masia nel Gran Premio del Qatar e poi l’impresa di domenica scorsa sulla stessa pista. Pedro è già in testa alla classifica. Se la storia del Motomondiale ha visto tanti piloti precoci perdersi, poi, strada facendo, il giovanissimo Acosta resta con i piedi ben saldi al terreno rifiutando l’aggettivo di predestinato.

 “Abbiamo fatto molti giorni di test a Losail che mi hanno aiutato tanto. Quindi avevo molti riferimenti e diversi giri sulle spalle. Mi ha aiutato molto anche avere la squadra che ho dal primo giorno. L’adattamento alla squadra è diventato molto buono sin dall’inizio. Penso che questo sia ciò che significa lavorare con grandi professionisti. Dopo la gara ho visto i bei messaggi di Quartararo e Vinales. Mi hanno fatto molto piacere: sono gente simile a me che viene dal basso e non ha avuto tutto pronto subito. Non sarà così facile per me nel prossimo futuro, ma una cosa è certa: ci proverò sempre”.

Pedro-Acosta
Pedro Acosta taglia per primo il traguardo davanti a Darryn Binder, Doha 2021. – Photo Credits: Motogp.com

Con l’incoscienza dell’età e l’umiltà di chi per farsi strada ha dovuto contare esclusivamente sulle proprie forze, Pedro Acosta conserva e fissa lo sguardo esclusivamente sul presente. La mentalità, chiarisce, deve sempre essere quella di domenica: vincere e divertirsi, cercando, alla sua maniera, di divorare una ad una tutte le prede sul suo cammino. Se lo squalo di Mazarron è effettivamente un predestinato, solo la storia saprà dircelo. Per ora gustiamoci i suoi 16 anni.

Arriva la rivista di Motorsport Metropolitan

Il secondo numero della nostra rivista (gratuita!) targata Motorsport Metropolitan è disponibile sulla piattaforma Issuu. Scaricatela per leggere tutti i nostri contenuti esclusivi!

SEGUICI SU:

📷 INSTAGRAM: https://www.instagram.com/motors.mmi/
📹 YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCigTTOEc6pPf3YtJMj9ensw
🐦 TWITTER: https://twitter.com/Motorsport_MM
🎙️ SPOTIFY: https://open.spotify.com/show/4r2r46o8ZTBOnjzPG7Hihw
📱 PAGINA FACEBOOK: https://www.facebook.com/motors.mmi/
✍️ GRUPPO FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/763761317760397
📰 NEWS MOTORI: https://metropolitanmagazine.it/category/motori-sport/

Tommaso Maresca

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -
Tommaso Maresca
I motori come tempo e luogo di evasione; un porto sicuro in cui rifugiarsi, coccolarsi ed emozionarsi prima di affrontare il Lunedì. La MotoGP è entrata nei miei pensieri da quando avevo 5 anni. Vedo le moto girare, è un richiamo che mi proietta istantaneamente ai giorni della mia prima infanzia. Mi sento nato insieme a questo sport; scrivendone sono sicuro che non mi abbandonerà mai.
- Advertisement -

Continua a leggere

- Advertisement -

Ultime News

- Advertisement -