Questa edizione degli Oscar 2026 non hanno lasciato tutti soddisfatti. Primo motivo fra tutti l’assenza di riferimenti all’attualità e soprattutto allo scenario di guerra che continua a profilarsi sotto direttive trumpiane. Ancor più che a marzo, a cerimonia aperta, imperversavano durissimi attacchi nella guerra in Medio Oriente. Critico nei confronti di questa scelta di regia degli Oscar è stato il regista Pedro Almodóvar, recentemente intervistato sulla questione.

“Silenzio stampa di tutti, tranne che di Javier”

Pedro Almodóvar ha recentemente rilasciato un’intervista al Los Angeles Times in vista della presentazione del suo ultimo film, “Amaro Natale”, in concorso al Festival di Cannes , criticando gli Oscar per la loro palese apoliticità quest’anno. «Sapete, non sto incolpando nessuno in particolare, ma è stato piuttosto significativo guardare la cerimonia degli Oscar, dove non ci sono state molte proteste contro la guerra o contro Trump», ha osservato Almodóvar. «Forse non è stato l’unico, ma l’unico vero esempio che mi viene in mente è stato quello di un europeo, un mio amico, Javier Bardem, che ha detto esplicitamente: “Palestina libera”».

“Le persone sono ovviamente molto spaventate”, ha continuato il regista. “Gli Stati Uniti non sono una democrazia in questo momento. Alcuni dicono che forse è una democrazia imperfetta, ma io non credo proprio che gli Stati Uniti lo siano. La cosa straziante e ironica è che la democrazia, attraverso il corretto e legittimo meccanismo di voto, ha dato origine a questo tipo di regime totalitario. Ed è un paradosso, oltre che incredibilmente triste.”

Contro Trump e il suo asset

Pedro Almodóvar si è già scagliato contro Trump in passato, in particolare nel 2025, quando ha ricevuto il Chaplin Award al Lincoln Center di New York. Il regista si riferì a Trump in quell’occasione, affermando che l’America era “governata da un’autorità narcisista che non rispetta i diritti umani”. In seguito, aggiunse che Trump sarebbe stato ricordato come una “catastrofe”.

Quando il Los Angeles Times gli ha chiesto se temeva le ripercussioni che una sua eventuale presa di posizione avrebbe potuto avere sulla sua carriera, Pedro Almodóvar ha risposto: “Assolutamente no”. «Non ho molte paure. In generale, come spagnoli, qui non abbiamo paura di chiamare le cose con il loro nome. Abbiamo un governo che ha definito Gaza un genocidio e gli spagnoli in generale non hanno paura di chiamare queste guerre per quello che sono». Ha spiegato, aggiungendo che «per me è più facile essere chiaro» nelle sue convinzioni perché è straniero e lavora fuori da Hollywood.

Doriana Gatta