Esteri

Peng Shuai: la denuncia di stupro scomparsa in 20 minuti

La censura di Pechino ha agito: in appena 20 minuti sono scomparsi dai social tutti i post relativi allo stupro di Peng Shuai ad opera del vicepremier Zhang Gaoli. Rimossi post, commenti, account resi invisibili e parole chiave bannate. Una censura del genere era stata riservata solo alla repressione di piazza Tienanmen nel 1989. Creati centinaia di account fake a sostegno del regime. La tennista è scomparsa dalla vita pubblica e sui social dilaga l’hashtag #WhereIsPengShuai.

Peng Shuai accusa di stupro il vicepremier cinese Zhang Gaoli

Peng Shuai è una giocatrice di tennis cinese, ex campionessa del mondo di tennis doppio insieme alla sua compagna Su-Wei Hsieh. Una sportiva, una donna dedita alla sua passione e al suo lavoro. Ma qualcosa di profondo, un dolore oscuro si cela dietro i numerosi successi sportivi. Una violenza sessuale, uno stupro da parte del vicepremier cinese Zhang Gaoli. La giocatrice di 35 anni ha deciso di denunciare l’accaduto e per farlo a utilizzato i social, portale immenso sul mondo.

Qualche giorno fa la tennista ha pubblicato su Weibo, sito di microblogging cinese, un lungo post nel quale descriveva l’accaduto e accusava il vicepremier di averla costretta a far sesso con lui. Le parole della donna sono come un diario nel quale, finalmente, si sente libera di urlare a gran voce il trauma nel quale vive da tempo.

Anche a rischio della vita, voglio dire la verità su di te. La sera del 30 ottobre 2021 abbiamo litigato. Tu hai detto che saremmo andati a casa tua il pomeriggio del 2 novembre per chiarire ogni cosa. Oggi, a mezzogiorno, mi hai chiamato per dirmi che sei molto occupato e che ci sentiremo più avanti. E sei “sparito” nuovamente, come avevi fatto sette anni fa. Hai detto che non c’era nessun impegno tra di noi. Avevi sempre paura che avrei portato con me un registratore, per raccogliere prove. Non ho nulla per provare quanto è accaduto, né audio, né video, solo l’esperienza reale della mia vita stravolta. Ma anche se rischio di disintegrarmi, come un uovo scagliato contro una roccia, sono pronta a dire la verità sul tuo conto. Negherai o passerai al contrattacco. Io sono una cattiva ragazza che non merita di diventare madre. Tu sei padre di un figlio e di una figlia. Dopo tutto quello che hai fatto in questa vita, saprai guardarli in faccia con la coscienza tranquilla?

Scomparso dai social in 20 minuti: la censura di Pechino fa sparire ogni traccia della denuncia

Ed ecco che, davanti ad un così forte attacco nei confronti del regime, arriva prontamente la cara vecchia censura, ormai quasi scomparsa nei paesi occidentali (almeno per quanto ne sappiamo) ma ancora molto forte in paesi dell’est che vivono nel regime mascherato da monarchia costituzionale.

Come riportato dal New York Times, nel giro di 20 minuti la censura di Pechino ha fatto sparire da tutti i social ogni riferimento all’accusa di Peng Shuai e per limitare gli spazi digitali in cui si potesse discutere dell’accaduto. In primo luogo è stato cancellato il post della tennista da Weibo dopodiché sono stati dannati sia da questo social che da Twitter tutte le parole chiave che potessero rimandare al fatto. Xiao Qiang, ricercatore dell’Università della California, ha evidenziato con una sua analisi che una censura di questo tipo era avvenuta unicamente davanti alla repressione di piazza Tienanmen nel 1989.

I censori hanno mantenuto esistente l’account di Shuai ma lo hanno reso invisibile: è praticamente impossibile riuscire a trovarlo facendo una ricerca del suo nome. In effetti non è la prima volta che il governo cinese si muove in questo modo: già in passato il governo aveva reso invisibili account di celebrità che si erano espressi contro il regime.

Secondo ProPublica, inoltre, sono stati creati oltre 97 account falsi per far circolare versioni dei fatti favorevoli al governo cinese. Oltre 1700 erano quelli che portavano i segni della campagna. Twitter, tuttavia, ha adeguatamente rimosso questi account.

Peng Shuai scomparsa dalla vita pubblica: ricompare dopo qualche giorno con foto e video con dei peluche

Dopo l’accaduto Peng Shuai è sparita per diversi giorni dalla vita pubblica e sui social ha iniziato ad impazzare l’hashtag #WhereIsPengShuai. Ed ecco che è partita la rappresaglia semiologica. Prima è stata pubblicata una mail in cui Peng negava tutte le accuse chiedendo di essere lasciata in pace. Successivamente sono arrivate delle fotografie che ritraggono la tennista sorridente con gatti e peluche. Secondo l’emittente statale CGTN queste foto provengono dall’account WeChat di Peng. A chiudere il tutto è poi arrivato un video che ritrae la tennista a cena con degli amici a Pechino.

Tutti questi bizzarri post non hanno fatto altro che mettere Pechino ancora più nei guai. Sono infatti pochi quelli che credono alla veridicità di queste pubblicazioni mentre la maggioranza afferma che si tratti di un ulteriore stratagemma del governo per coprire quello che sta veramente accadendo.

Cristina Caputo

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