Secondo Hillary Clinton, il desiderio di Joe Biden di candidarsi per un secondo mandato sarebbe stato «un terribile errore». L’ex Segretario di Stato è convinta che la decisione sia costata ai Democratici la presidenza e potrebbe aver danneggiato irreparabilmente la sua eredità. Intervenendo lunedì al 92nd Street Y di Manhattan, la candidata alle elezioni del 2016, poi sconfitta da Donald Trump, ha rivelato che l’ex presidente avrebbe rinnegato un precedente impegno a farsi da parte; un “tradimento” della propria parola data rivelatosi in seguito catastrofico: «Ha commesso un terribile errore per se stesso, per la sua eredità e per il Paese».
Hillary Clinton: Joe Biden ha fatto «un terribile errore di valutazione»
Clinton sostiene che, se alla fine dell’estate del 2023 l’ex POTUS avesse fatto un passo indietro volontariamente, delle vere primarie democratiche avrebbero prodotto un candidato più forte. «Credo che chiunque fosse emerso da quella competizione, che si trattasse del vicepresidente, di un governatore, di un senatore o di chiunque altro, avrebbe battuto Donald Trump», ha affermato, definendo la decisione di rimanere in corsa «un terribile errore di valutazione».
«Quando non si è mosso e non ha ammesso di aver detto che si sarebbe fatto da parte, e poi ha deciso di non farlo, e ha resistito così a lungo, ci siamo trovati in un terribile dilemma», ha spiegato l’ex First Lady. Nel luglio 2024, dopo una disastrosa performance al dibattito contro il candidato Repubblicano -durante il quale la stessa moglie Jill Biden ha recentemente rivelato di aver creduto che il marito stesse avendo un ictus, mentre lo guardava- Biden si è comunque visto “costretto” a ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca, cedendo il posto alla sua vicepresidente, Kamala Harris, che gli è subentrata ad agosto, perdendo le elezioni pochi mesi dopo.
I problemi del Partito Democratico, indipendentemente da Biden
Un rapporto del 2025 della Way to Win, un’organizzazione di sinistra, ha individuato tre problemi principali in merito alla sconfitta dei Democratici nel 2024:
- gli elettori desideravano un cambiamento economico, e l’instabilità del Partito Democratico non offriva garanzie alla popolazione
- i Repubblicani godevano di un vantaggio mediatico strutturale
- le correnti interne, in contrasto tra loro su Gaza, sulla giustizia razziale e sull’immigrazione non hanno aiutato a dare agli elettori l’idea di un partito coeso e unito.
Una controversa (e tardiva) revisione interna delle sconfitte democratiche ha fatto emergere una serie di errori ripetuti nel tempo, che hanno evidenziato quanto i Dem abbiano perso terreno a tutti i livelli di governo per quasi due decenni.
Federica Checchia




