Secondo Kim Jong-un, i soldati nordcoreani che si sono suicidati, facendosi esplodere per evitare di essere catturati dall’esercito ucraino, sarebbero dei veri e propri eroi di guerra, come da lui ribadito in un recente discorso ufficiale. Nell’ambito del conflitto con Kiev, la Corea del Nord si è rivelata un’alleata preziosa per la Russia, alla quale ha fornito truppe e armi, come stabilito da un accordo fra il dittatore nordcoreano e il presidente russo Vladimir Putin. Non è mai stato reso noto il numero esatto di militari inviati, ma i servizi segreti della Corea del Sud parlano di quindicimila soldati (solo nello scorso anno); seimila di loro sarebbero morti. Come confermato da alcuni disertori, questi avrebbero ricevuto l’ordine di farsi esplodere, piuttosto che farsi catturare dall’esercito avversario. Nell’esercito nordcoreano, infatti, essere catturati è considerato un tradimento.
Nonostante i sacrifici umani, il regime starebbe traendo grandi vantaggi dall’accordo con Mosca, acquisendo esperienza di combattimento moderna e supporto tecnico russo, che potrebbe migliorare le prestazioni dei loro sistemi bellici. Il governo starebbe inoltre ricevendo aiuti economici dal Cremlino, fondamentali per lo sviluppo dei propri sistemi di difesa e, soprattutto, per la costruzione di nuove armi.
Il nuovo quartiere di Pyongyang voluto da Kim Jong-un per le famiglie dei soldati caduti
Lo scorso febbraio, Kim Jong-un inaugurato un quartiere residenziale a Pyongyang, costruito per ospitare proprio le famiglie dei soldati nordcoreani caduti durante i combattimenti a fianco delle forze russe in Ucraina. Il dittatore ha percorso la strada principale, chiamata Saeppyol Street, e ha vsìisitato alcuni alloggi insieme alla figlia, Kim Ju-ae, sempre più presente nelle occasioni ufficiali, promettendo di ripagare i “giovani martiri” che “hanno sacrificato tutto per la loro madrepatria”.
Per il leader supremo, il nuovo quartiere della capitale simboleggia “lo spirito e il sacrificio” dei soldati caduti, e le case sono pensate per permettere alle famiglie in lutto di “essere orgogliose dei loro figli e mariti e vivere felici”. Kim ha affermato inoltre di aver insistito per terminare il progetto “anche un giorno prima”, nella speranza che potesse portare “un piccolo conforto” alle famiglie dei soldati.
Federica Checchia





