Il segretario alla Difesa Pete Hegseth sta subendo crescenti pressioni a seguito di un articolo del Washington Post secondo cui avrebbe ordinato all’esercito di “uccidere tutti” in un attacco navale nei Caraibi. Secondo quanto riferito dal Post, Hegseth ha emesso un ordine di “uccidere tutti” prima del primo attacco contro una presunta imbarcazione adibita al traffico di droga, il 2 settembre. Il primo attacco non ha ucciso immediatamente tutte le 11 persone, che l’amministrazione ha definito “narcoterroristi“, a bordo dell’imbarcazione, spingendo il comandante delle operazioni speciali che sovrintendeva all’operazione a ordinare un altro attacco per ottemperare alla direttiva di Hegseth.
La Casa Bianca ha, quindi, confermato ieri, lunedì 1 dicembre, che gli Stati Uniti hanno effettuato un secondo attacco ai superstiti di una prima operazione nei Caraibi, in cui era stata intercettata un’imbarcazione sospettata di attività di traffico di droga. L’addetta stampa di Trump, Karoline Leavitt, ha difeso la legittimità dell’azione e Washington ha sollevato il segretario alla Difesa Pete Hegseth da ogni responsabilità, nel bel mezzo dell’avvio di indagini da parte del Congresso, con diverse commissioni repubblicane che hanno annunciato un esame approfondito dei raid.
L’amministrazione Trump sostiene di aver agito per autodifesa distruggendo navi che presumibilmente trasportano sostanze stupefacenti negli Stati Uniti.
I presidenti repubblicani Roger Wicker e Mike Rogers, insieme ai democratici Jack Reed e Adam Smith, chiedono “un resoconto completo” delle operazioni e delle giustificazioni legali, dopo settimane di briefing opachi e documenti non consegnati dal Pentagono. “Le Commissioni – unite sia in Senato che alla Camera da due azioni bipartisan – si impegnano a garantire una supervisione rigorosa delle operazioni militari del Dipartimento della Difesa nei Caraibi”, si legge in un documento congiunto.
Un fronte istituzionale così compatto contro la stessa Amministrazione è considerato un segnale di allarme di eccezionale peso. Il Congresso finora non si era mai esposto sull’azione militare che Trump ha promosso nei Caraibi negli ultimi mesi. Da settembre, le forza statunitensi hanno abbattuto almeno 22 imbarcazioni, uccidendo circa 83 persone. La Casa Bianca continua a sostenere che tutte le navi colpite fanno parte di una flotta per il contrabbando di stupefacenti illegali dal Sud America, rivendicando la legalità di questi attacchi.



