Cultura

Perché si addobba l’albero di Natale l’8 dicembre?

Perché si adobba l’albero di Natale l’8 dicembre? L’origine di questa tradizione parrebbe risalire alle pratiche di alcune culture pagane e al profondo significato che per loro avevano quelli conosciuti come “Alberi del Paradiso”: per i Vichinghi ad esempio, l’abete rosso possedeva delle virtù magiche per la sua qualità di restare sempreverde anche in inverno, quindi veniva tagliato e portato nelle abitazioni, in modo da essere poi agghindato con vari frutti, rappresentando così la fecondità che sarebbe giunta con l’arrivo della primavera.

druidi celti invece, nella festa del solstizio d’inverno, rendevano omaggio agli abeti, perché, sempre per la caratteristica di rimanere folti nella stagione fredda, ritenevano questi alberi emblema della longevità.

Più tardi ancora, gli abitanti dell’impero romano, nel periodo delle Calende di Gennaio, iniziarono ad usare gli aghi e i rami di pino come ornamento per le case e i palazzi.

L’usanza di preparare e addobbare l’albero natalizio, si è poi portata avanti negli anni, entrando ovviamente anche nella religione cristiana e la pianta ha preso  il suo carattere simbolico dall’episodio del giardino dell’Eden, raccontato nei misteri della Bibbia.

Secondo una diversa teoria, l’attuale tradizione dell’albero di Natale, sarebbe legata ad una leggenda tedesca, in cui viene narrato che, nella notte del 24 dicembre, un uomo vide il bagliore e lo scintillio della luce stellare passare tra le fronde di un abete e restò talmente affascinato da quello spettacolo, tanto da decidere di segare il tronco e prendersi l’albero, che fu portato poi a casa e rivestito di candeline color cremisi.

Ma non è ancora finita, infatti ci sarebbe anche un’altra ipotesi sull’usanza di ornare l’albero di Natale nel modo in cui siamo abituati a farlo ai nostri giorni: nella prima metà del quindicesimo secolo, nella capitale dell’Estonia, fu organizzato un grande ballo “per single”, in cui donne e uomini che non avevano ancora trovato la loro metà, potevano tentare di riuscirci cercandola tra i vari partecipanti mentre si danzava. L’evento fu realizzato nella piazza del palazzo civico e cosa c’era esattamente al centro? Un enorme abete preparato appositamente per la festa.

Oltre ai Celti, pare che anche i Vichinghi dell’estremo Nord dell’Europa seguissero il culto dell’abete rosso, albero in grado di esprimere poteri magici. Gli alberi venivano tagliati, portati a casa e decorati con frutti, ricordando la fertilità che la primavera avrebbe ridato loro.

Sembra anche che l’albero di Natale sia nato a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella. L’usanza fu poi ripresa in Germania, dove nel 1570 si racconta di un albero decorato a Brema con mele, noci, datteri e fiori di carte. Fra le città che si dichiarano sedi del primo albero di Natale, c’è anche Riga in Lettonia, dove si trova anche una targa scritta in otto lingue per commemorare l’evento del 1510. 

Secondo Wikipedia lo statunitense Edward H. Johnson è il padre dell’albero natalizio come lo conosciamo. Socio del famoso inventore Thomas Edison, Johnson utilizzò per la prima volta delle luci elettriche per addobbare l’albero della propria abitazione nel 1885. Appena dieci anni dopo, nel 1895, anche la Casa Bianca si dotò del proprio albero natalizio addobbato con luci elettriche.

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