Cinema

“Perfetta illusione”: il film di Pappi Corsicato dagli insegnamenti di Almodóvar

Nella Milano borghese, un triangolo amoroso. Perché a inseguire i propri sogni si rischia di giocare d’azzardo. Un film moderno, di giovani passioni, che si intreccia con l’alta letteratura. Da “Illusioni perdute” di Honoré de Balzac a cui è liberamente ispirato, al thriller Match Point” di Woody Allen. Come ne “La stangata“, quando Paul Newman dice: “Per seguire il proprio cuore, uno deve fare la cosa sbagliata“. “Perfetta illusione” di Pappi Corsicato, dal 15 Dicembre al cinema.

L’uccellino metafora e astuzia

“Perfetta illusione”, Trailer da Youtube

Al momento giusto bisogna essere pronti a mettere sul tavolo tutto quello che si ha, stando attenti, però, che non si stai inseguendo un’illusione”. L’arte sembra essere la mano che muove tutti i protagonisti della storia. Tony (Giuseppe Maggio) lavora presso una Spa ed è in procinto di ricevere una promozione importante, ma vorrebbe essere un artista, dipingendo quadri. Paola (Margherita Vicario), sua moglie, che considera le opere del marito ‘da buttare’ o da nascondere in cantina’, sogna di aprire un negozio di scarpe di lusso ispirandosi al proprio estro, e trasferendosi in centro. Poi c’è Chiara (Carolina Sala), appartenente a una famiglia molto in vista, da cui vorrebbe liberarsi per diventare una giovane curatrice d’arte. Sarà lei, cliente della Spa, a denunciare Tony, procurandone il licenziamento, per un furto inspiegabile e incontrollabile, un peccato feticista: un sottilissimo slip che finisce dentro le sue tasche.

Sceneggiato insieme a Luca InfascelliPerfetta illusione” è lo stravolgimento di una vita di coppia, che cade ben presto nel vortice delle bugie, del tradimento. Richiama una cupa atmosfera da noir. Tra salotti benestanti, resi altolocati dalla lunga frequentazione di Pappi Corsicato nel mondo dell’arte contemporanea: sono messi in mostra nel film i lavori di Talia Chetrit, Maurizio Cattelan e Julian Schnabel. Il regista è lo stesso della serie tv “Vivi e lascia vivere” andata in onda su Rai 1, e di documentari come “L’arte viva di Julian Schnabel” su Netflix. “Perfetta illusione” sarebbe una rappresentazione “perfetta” della realtà quotidiana, del ménage sentimentale, se non esplodesse d’improvviso la passione covata nel proprio ego, l’ambizione che sa di velleità. Tra inganni e false apparenze. Il regista sofferma l’inquadratura su significati doppi, opposti: come l’uccellino che crede di stare per mangiare la mollica di pane, che invece è un sassolino.

Un Almodovar napoletano

Peppi Corsicato spiega il suo film: ‘”..In ‘Illusioni perdute’ il protagonista era uno scrittore mentre nel mio film un pittore, o aspirante tale, questo perché per me uno scrittore è poco cinematografico. Essendo io vicino al mondo dell’arte mi era più facile raccontare una persona con aspirazioni artistiche differenti, e quindi un campo che fosse visivamente più accattivante“. Nella parte di se stesso, c’è il critico Francesco Bonami, così il regista napoletano motiva la scelta: “Il film riflette sul talento e sull’ambizione di ognuno di noi, e su quanto delle volte ci illudiamo del nostro giudizio o di quello degli altri. Siccome volevo che fosse un racconto sincero, veritiero e reale, non volevo che nei panni di un critico d’arte ci fosse un personaggio qualsiasi, ma qualcuno riconoscibile e riconosciuto in questo mondo”.

I dipinti su tela, che tanto animano il giovane protagonista, spingendolo verso i suoi sogni, non saranno mai inquadrati dalla cinepresa. Non si vedranno mai, per scelta del regista, che, assistente di Pedro Almodovar, ne ha ereditato meccanismi che incantano lo spettatore, che lo attirano senza svelare troppo. Sarà Chiara, che visti i quadri del ragazzo, gli offrirà la possibilità di esporli in una personale a cui partecipa un famoso critico internazionale. “Secondo me dovresti fare questo nella vita o per lo meno ci devi provare“. Amante, mantide, o liberatrice di desideri. Intraprende ma viziata, a suo agio nei salotti eleganti meneghini. La pellicola vuole anche mettere in luce la fragilità, le insicurezze umane. Il subbuglio dei sentimenti di lui, tra le menzogne che si rendono indispensabili. Tra le due dame, sanguinarie e vendicative, che restituiranno il male subito all’ingannatore.

Il finale da interpretare

Perfetta illusione” ha un finale inatteso: Chiara è convinta di aver punito Toni, e di aver vinto. Ma qualcuno, d’un tratto, le dice qualcosa di segreto a proposito di lui. E l’inquadratura si sposta sul suo volto. Lei non parla, e ha un’espressione indecifrabile. In realtà, quella scena ultima, non era prevista nella sceneggiatura, è stata aggiunta. Cambia tutto, e lascia aperte nuove interpretazioni.

Federica De Candia Seguici su Google News

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