La situazione d’emergenza italiana e mondiale, ad oggi ha completamente fermato il mondo, anche quello religioso. Abbiamo nel 2020, la possibilità di seguire le varie dirette online per le liturgie della settimana Santa. Ad oggi, non e’ solo il mondo cristiano ad avere delle restrizioni di preghiera o di espressione religiosa, ma tutte le religioni hanno avuto dei veri e propri limiti di manifestazione. Un altro mistero che si aggira per l’Europa ebraica: quello del Pesach in lockdown. Perché se pur con tutte le cautele halachiche del caso la Meghillà poteva essere “salvata” in streaming, lo stesso di certo non potrà essere per l’Haggadà – il racconto corale dell’uscita dall’Egitto.

 Il Seder, e la festa di Pesach tutta, è forse il momento collettivo per eccellenza del calendario ebraico, occasione unica di super ritrovo famigliare oltre che rituale senza tempo. A distanza di pochi giorni dal suo arrivo, l’opzione inedita di un Pesach “ristretto”, magari con Sedarim micro-nucleari o con commensali più o meno improvvisati in città diverse da quelle preventivate, è ahinoi evidentemente sul tavolo.

9 aprile 2020, il Pesach ebraico ai tempi del coronavirus

Pesach è composto da due parti, i primi due giorni e gli ultimi due giorni (questi ultimi ricordano la spaccatura del Mar Rosso), sono giorni di festa. Si accendono le candele di sera, si fa il kiddùsh e si mangiano pasti festivi sia di giorno che di sera. I divieti di Shabbat si applicano a questi giorni pertanto non è permesso lavorare, usare la macchina, scrivere, accendere o spegnere congegni elettronici. Si può invece cucinare (usando una fiamma accesa prima dell’inizio della festa e solo se non coincide con Shabbat) e trasportare oggetti permessi all’esterno.

Per ricordare il pane non lievitato che gli Israeliti mangiarono quando lasciarono l’Egitto, è proibito mangiare e perfino possedere qualsiasi cibo chametz dalla vigilia di Pesach fino alla conclusione della festività. Chamez è il termine generico che indica ogni cibo o bevanda ricavato da frumento, orzo, segale, avena, farro o loro derivati, proibiti a Pesach in quanto lievitati. Molti cibi e bevande confezionati contengono chametz e vanno considerati tali a meno che siano certificati kasher lePesach. Persino un cibo che contiene soltanto una traccia di chametz è proibito e deve essere eliminato dalle nostre case.

Liberare le nostre case dal chametz è un processo impegnativo che include una ricerca e una pulizia accurata svolta nelle settimane prima di Pesach e che culmina con la cerimonia della ricerca del chametz, la sera prima di Pesach e con la bruciatura del chametz il mattino prima della festività

Mangiare la matzà

Il periodo di Pesach, quando festeggiamo la serie di miracoli più incredibili mai visti, è un momento propizio per oltrepassare la natura. Tuttavia come si ottengono miracoli? Impariamo dalla matzà. Piatta e non aromatizzata, essa rappresenta l’umiltà. Infatti eliminando i nostri ego gonfi, possiamo attingere all’energia divina colma di miracoli che abbiamo nelle nostre anime.

Il vero problema, sara’ sicuramente trovare tutti i prodotti utili in Italia, per la cucina ebraica in questi giorni di chiusura totale.

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