Calcio

Pesce d’aprile nel calcio: quando una notizia è così incredibile da sembrare falsa

A ciascuno di noi sarà certamente capitato di sentire delle notizie così strane da sembrare false. Situazioni così grottesche e surreali da entrare, a pieno diritto, nella lista delle prese in giro di questo giorno così particolare e “minato”. In occasione del primo aprile si sentono le notizie più disparate, anche nel calcio, a volte così incredibili da dubitarne della veridicità. Tutti gli avvenimenti sono, però, fatti realmente accaduti in giro per il mondo, piccole storie al limite del pesce d’aprile nel calcio.

L’inno nazionale al telefono

Un movimento in crescita, quello del calcio africano, al quale però mancano ancora alcuni degli strumenti base per l’organizzazione. È fine marzo del 2019 e si gioca lo scontro decisivo per la qualificazione alla Coppa d’Africa tra Libia e Sudafrica. Poco prima dell’ingresso delle due squadre, gli organizzatori si rendono conto di non avere a disposizione un modo per riprodurre l’inno nazionale della squadra ospite. La soluzione attuata è quella che normalmente si può vedere in determinate feste animate dove l’animatore dal telefono mette le canzoni richieste dai festeggiati. Si è, infatti, optato per cercare l’inno su internet e avvicinare il telefono alle casse. Una soluzione tampone adeguata, se non fosse che il proprietario del telefono si sia dimenticato di mettere la modalità silenziosa, ricevendo, durante la riproduzione dell’inno, una chiamata e svariati messaggi che l’hanno interrotto più volte.

Calcio al passo coi tempi

A volte capita che, senza motivi apparenti, su Whatsapp una persona abbandoni un gruppo senza spiegare o dire nulla. Ed è, più o meno, quello che è accaduto all’Oldham, dove Paul Scholes ha comunicato le proprie dimissioni tramite messaggio al presidente. Nessuno nel club era stato avvisato, un fulmine a ciel sereno arrivato dopo appena un mese alla guida della squadra ma col magro bottino di una vittoria in 7 giornate. Le motivazioni sembrava fossero legate a delle ingerenze da parte della dirigenza nei confronti delle scelte della leggenda inglese, il tutto, però, smentito dal club che ha ufficializzato l’addio con un comunicato senza menzionarne le modalità.

Le multe per i giocatori del Levante: altro che pesce d’aprile

Ogni spogliatoio e squadra ha le sue regole interne che, in caso di violazione, portano ad alcune multe. Ma non è questa la motivazione dietro le multe che i giocatori del Levante si sono trovati sulle loro macchine. Lo staff ha voluto “multare” simbolicamente i giocatori per il loro modo di guidare con il cellulare all’orecchio o di parcheggiare su aiuole o passaggi pedonali. Una bella sanzione educativa ed una notizia che sfiora il pesce d’aprile per la modalità scherzosa. Ma il messaggio, nello scherzo, era abbastanza chiaro: “Vi osserviamo…

Un calcio poco tecnologico

Si gioca in Cina l’avvincente partita di calcio di seconda divisione tra Shanghai Shenxin e Heilongjiang. Gli ospiti, già avanti di un goal, riescono a mettere a segno una seconda marcatura molto dubbia per una posizione, forse, irregolare. L’azione va sotto la lente del Var, ma nella saletta si accorgono di non avere un righello per poter valutare sul monitor. La situazione si risolve grazie all’ingegno di uno degli addetti che ripiegando un foglio crea una sorta di riga che mette in evidenza in fuorigioco. Gol annullato e padroni di casa che ribalteranno il risultato, vincendo la partita.

La ricerca del nuovo Messi non era un pesce d’aprile

È l’obiettivo del Port Vale, club di calcio militante in League Two inglese. Per riuscirci hanno istituito il “Left-Footer Talent Identification Day”, ovvero una selezione aperta soltanto ai giocatori di piede mancino, tra i 7 ed i 14 anni. Dato che solo il 20% della popolazione mondiale è mancina, citando il comunicato, “C’è qualcosa di speciale nei giocatori mancini”. Così la Port Vale Academy cercò i calciatori più talentuosi che potrebbero diventare il nuovo Messi o i prossimi Anthony Gardner e Steve Guppy. La vera parte scherzosa di tutto l’annuncio sta proprio nell’accostare la star argentina a due leggende del club molto meno note. Ma, almeno, erano tutti e tre mancini.

Autore: Matteo Castro

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