Economia

Petrolio, con il Covid il prezzo è sceso sotto i 75 dollari

La paura per la variate sudafricana del coronavirus ha fatto scendere il prezzo del petrolio. Dopo la crescita autunnale, è tornato ai livelli dello scorso luglio.

L’effetto della variante sudafricana sul prezzo del petrolio

A seguito delle preoccupazioni sulla variante sudafricana, il prezzo del petrolio ha subito un brusco calo. Le quotazioni del petrolio sono scivolate azzerando la crescita avuta questo autunno. Gli operatori di Borsa temono infatti che la nuova variante sia più contagiosa della Delta e resistente ai vaccini. Se così fosse, la ripresa economica a livello globale potrebbe subire ulteriori rallentamenti.

In Texas il Wti è sceso inizialmente a 74,56 dollari, per poi assestarsi attorno a 75,03 dollari (-4,26%). In calo anche il Brent, che lascia sul campo oltre il 3,8% a 79 dollari al barile. Anche sul mercato asiatico i prezzi sono in forte calo, il più consistente da tre mesi. A Tokyo, l’indice Nikkei chiude in calo del 2,53%. A Hong Kong, l’indice Hang Seng cede il 2,34%, Shanghai perde lo 0,48% e Seul lascia l’1,42%. 

Dopo USA e Asia, anche l’Europa ha assistito a una giornata critica per via della variante sudafricana. Londra lascia sul campo quasi il 3,31%, mentre Parigi fa -3,79% e Francoforte registra un -3,17%. A Milano Piazza Affari ha chiuso a -3%. Le preoccupazioni per nuova la variante spingono gli investitori verso la sicurezza rappresentata delle obbligazioni. La domanda di petrolio si riduce per il timore di nuove restrizioni a livello nazionale.

Oltre alle preoccupazioni sugli effetti della nuova variante del Covid-19, a pesare sono anche i timori di un surplus di offerta globale relativo al primo trimestre. Il surplus potrebbe derivare dal rilascio coordinato di riserve di greggio tra i principali Paesi consumatori, coordinati dagli Stati Uniti.

Giulia Panella

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