Un sognatore scapestrato. Un visionario che ha compiuto imprese uniche. Philippe Petit ha sorpreso il mondo con performance di funambolismo portate a segno con destrezza e nel clamore assoluto. Nato il 13 agosto del 1949 a Nemours in Francia, oggi compie 71 anni. Fin da giovanissimo si dedica a molte attività creative. Da autodidatta si appassiona alla magia e alla prestidigitazione.

Studia scultura, scherma, falegnameria, teatro ed equitazione. Le sue capacità manuali sono indiscutibili. Ribelle, ha un’adolescenza fatta di continue fughe dalla polizia. È costretto a cambiare molte scuole a causa delle sue abilità di borseggiatore. Anticonformista puro, si rifiuta di sostenere esami poiché li reputa delle inutili prove per dimostrare qualcosa.

Philippe Petit - Photo credits: nonsolopsicologia.it
Philippe Petit – Photo credits: nonsolopsicologia.it

Philippe Petit, uomo delle corde e figlio degli alberi

La strada si rivela ben presto la vera vocazione di Petit. Diventa giocoliere e scopre una tensione viscerale per il filo, i nodi, l’equilibrio del funambolo. Muovendosi tra teatro, circo e performance di strada, inizia a ideare progetti che sfidano la gravità. Iniziano anche a susseguirsi i documentari, film, libri, scritti da lui e su di lui. Ispirano e aprono nuovi orizzonti, avvicinando alla raffinata personalità di Petit.

I limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni

Ha un grande successo “The Walk”, film biografico ispirato al libro “To Reach the Clouds”, scritto dallo stesso Petit nel 2002. Si tratta di uno sguardo ravvicinato sulla leggendaria traversata delle Twin Towers del 1974. Il tema è affrontato anche in due documentari: “Hight Wire” del 1984 e “Man on Wire – Un uomo tra le Torri”, vincitore del Premio Oscar per il Miglior documentario nel 2009.

Philippe Petit durante la traversata delle Twin Towers - Photo credits: odysseo.it
Philippe Petit durante la traversata delle Twin Towers – Photo credits: odysseo.it

Semplicità ed eleganza

Fuori dagli schemi, Philippe Petit vive da sempre lontano dalle convenzioni ma non isolato dal mondo. Anzi ama comunicare, istruire giovani menti e avvicinarle all’arte di raggiungere i propri sogni, vivendo in contatto con la natura.

La gente si ostina a manipolare la natura, a trasformarla in qualcosa di altro perdendo di vista semplicità ed eleganza.

Forse il più noto funambolo della storia, è anche un pensatore poliedrico e un artista a tutto tondo. Studia e scrive su qualunque argomento colpisca la sua attenzione. Al momento ha raggiunto le 10 pubblicazioni sui temi più vari. Ma è anche artigiano. Ha costruito interamente e da solo un granaio sulle Catskill Mountains. Per realizzarlo ha impiegato le tecniche e gli attrezzi dei carpentieri del XVIII secolo.

Philippe Petit, copertina di "Trattato di funambulismo" - Photo credits: pontedellegrazie.it
Philippe Petit, copertina di “Trattato di funambulismo” – Photo credits: pontedellegrazie.it

Performance impresse nella storia

Il grande amore di Philippe Petit è senza dubbio camminare sul filo. Un’arte fatta di capillare precisione e improvvisazione, in egual misura. Quando si esibisce niente viene preannunciato e spesso non è autorizzato dalle istituzioni. Eppure ogni volta rapisce il pubblico che si raduna per osservarlo danzare, sospeso tra cielo e terra. Raggiunge sempre una grande risonanza mediatica per i luoghi iconici che sceglie di “sfidare”.

In particolar modo sono passate alla storia la traversata tra i campanili di Notre-Dame a Parigi e quella delle Cascate del Niagara. Ma l’impresa che ha certamente condotto Petit nell’Olimpo dei temerari è stata quella delle Torri Gemelle. Per 45 minuti ha percorso avanti e in dietro un cavo di acciaio sospeso tra i due palazzi, sospeso a 417,5 metri dal suolo. Le foto che hanno impresso in un’istante le sue passeggiate, tolgono ancora oggi il fiato.

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