Dusan Vlahovic è stato un grande colpo per la Fiorentina. Sportivo, tecnico, di lungimiranza, economico e, per come è terminata la vicenda, al cuore dei tifosi toscani. Il serbo è stato per un anno e mezzo abbondante la punta di diamante dell’attacco dei viola che, ai tempi, lottavano per non retrocedere in Serie B. Quest’anno, almeno fino a gennaio, grazie (anche) alle sue reti la squadra di Vincenzo Italiano può dire la sua per un piazzamento europeo che in quel di Firenze manca da tanti, forse troppi, anni. Il suo addio ha detestato rabbia tra i tifosi del capoluogo: il passaggio alla Juventus, la sua impuntatura, si è rapidamente trasformato in un tradimento. Nel calciomercato invernale, Daniele Pradè aveva acquistato il ricambio per la panchina del serbo: Krzysztof Piatek, arrivato in prestito con diritto di riscatto. Il polacco ex Genoa e Milan, in questo primo mese di Serie A, non sta facendo rimpiangere l’ex numero nove.

Piatek si è travestito da Vlahovic in questo avvio di 2022

Sei presenze con la maglia della Fiorentina e cinque reti messe a segno. No, non stiamo parlando di Dusan Vlahovic, vecchio numero nove di Firenze, ma di Krzysztof Piatek. L’arrivo di Arthur Cabral non ha scalfito le convinzioni del polacco che sta dimostrando, in questo avvio di 2022, di saper segnare come il serbo e di essere in grado di tenere in piedi l’attacco dei viola. Come? Timbrando con estrema regolarità il cartellino, ovviamente.

Due reti in campionato (contro Spezia ed Atalanta) e tre in Coppa Italia (una con il Napoli e due contro la Dea di Gian Piero Gasperini) che hanno traghettato Vincenzo Italiano in semifinale di coppa e a ridosso della zona europea più nobile. Un avvio estremamente promettente che non sta facendo rimpiangere la punta serba, passata a gennaio tra le fila dell’odiata Juventus. Una rivincita sportiva ed economica per la Fiorentina. Almeno per adesso.

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(Credit foto – pagina Facebook Lega Serie A)