Piccole vite infelici è il romanzo di Stefano Labbia, edito da Maurizio Velletri editore. Ambientato in una Roma multiculturale che fa da sfondo alle vite dei quattro protagonisti del libro: si incontrano, si vivono e sognano nella capitale.

Piccole vite infelici, trama

La trama del libro si svolge in una Roma caotica e quasi statica, in cui niente sembra mai mutare. La bellezza della città, le emozioni che suscita, le sensazioni, passano in secondo piano quando si è presi da una vita frenetica.https://metropolitanmagazine.it/labbia-piccole-vite-infelici/ I protagonisti di Piccole vite infelici, sono, di base, dei sognatori: nonostante le difficoltà, combattono per le loro aspirazioni. Sono tutti accomunati da il desiderio di sfondare nel mondo dello spettacolo, grazie alla Web Serie, creata da Melina, una delle protagoniste. Tutti i personaggi, infatti, sembrano avere il retaggio culturale necessario per affrontare questo progetto. Marco Marcello, ad esempio, uno scrittore con diversi manoscritti ultimati che, però, non trova il coraggio di presentarli ad un editore; Caio Sano, che sembrerebbe il più adatto nel realizzare il sogno di Melina, ma che alla fine si tira indietro. Le esistenze dei personaggi di Piccole vite infelici, si intersecano portando il lettore ad immedesimarsi realisticamente nelle loro vicende: l’afflizione di questi personaggi dovuta ad una società che è sorda a qualsiasi richiamo artistico, e anzi, lo annienta.

Piccole vite infelici - Photo Credit: mauriziovetrieditore.com
Piccole vite infelici – Photo Credit: mauriziovetrieditore.com

L’arte non fiorisce nonostante gli sforzi e le battaglie dei protagonisti, nonostante si trovino in una città che dovrebbe servire solo opportunità e occasioni da prendere al volo. Da qui, una frustrazione comune, e, purtroppo, molto attuale. L’immagine di Melina, arrabbiata con sé stessa e con chi ha intorno poiché nessuno accetta la sua Web Serie alla quale ha lavorato così tanto, regala al lettore un attimo di sospensione, quando decide di uscire non portandosi dietro nulla. E’ a questo punto che unendosi ad un gruppo di turisti, riscopre la città per la prima volta, nella sua magnificenza e bellezza. Una meraviglia in cui ogni giorno posa lo sguardo, ma presa dalle scaramucce del mondo, non riesce a vedere davvero. Seguendo i turisti, Melina si ritrova su un autobus per Firenze. Ma anche tornando indietro, quel viaggio le sembrerà una condanna. Anche Maya, la quarta protagonista, non realizza il suo auspicio, tuttavia, ottiene un altro impiego che, non meno del precedente, le causerà non poche difficoltà.

Personaggi

  • Caio Sano: un quarantenne fumatore e ateo, che si unisce a Melina e Marco nel progetto delle Web Serie. Abbandonerà il progetto, creando sconcerto. La sua esistenza sarà un continuo discendere: avvilito e insoddisfatto della sua vita, tenterà il suicidio, non riuscendo nell’intento. Questo presunto atto di coraggio amplificherà le sue sofferenze. La vita lo priverà di tutto ciò che possedeva, distruggendolo totalmente.
  • Melina: passione e dedizione per il suo progetto, raggruppa persone per realizzarlo, ma in seguito, tutto sarà fallimentare. Decide di riprendere in mano la sua vita, abbandona l’università facendo infuriare la madre che la caccia di casa. Non avrà l’aiuto e la realizzazione che sperava, portandola ad avere un epilogo poco felice.
  • Marco: il personaggio in cui aleggia una spinta in più. Riesce a mandare i suoi scritti ad un editore serio, ha un discreto successo, ma questo per il ragazzo è già una vittoria, una paura superata. Parte per Londra, e solo in seguito saprà cosa sarà accaduto a Melina.
  • Maya: innamorata da sempre di Marco, non aveva mai confessato il suo amore al ragazzo. Esperienze negative e ricordi che segneranno per sempre la sua vita sentimentale.

Stile

Dai personaggi e dalla trama di Piccole vite infelici, emerge una continua ricerca, una lotta estenuante e attiva per ricercare sé stessi e raggiungere le proprie aspirazioni. Un rincorrere un’accozzaglia di situazioni, persone e sogni che porta allo sfinimento. Per questo, le storie crudeli e realistiche che vengono riportate, paiono simili a tante altre in cui, un lettore, può immedesimarsi. Lo stile del racconto è infatti, una vera e propria narrazione continua, un flusso di coscienza che pervade ogni azione e pensiero di ogni singolo personaggio, e scorre vibrante nel testo coinvolgendolo in un tutt’uno. L’autore non si serve dei discorsi diretti, infatti, ma dà più enfasi al pensiero e all’agire stesso dei protagonisti.

Piccole vite infelici: perché leggerlo?

Una fotografia narrata di una società sempre più alla deriva. Il mito di una città che dovrebbe elargire opportunità, occasioni e sogni, ma che mette di fronte ad una realtà a volte asettica, a volte stagnante. Ognuno almeno una volta, si è ritrovato nei panni dei personaggi che popolano Piccole vite infelici. Relazioni sbagliate che non vanno come si auspica; progetti che non si realizzano nonostante il duro lavoro e l’impegno; scelte di vita che danno contro. Nonostante alcuni personaggi abbandonino i loro sogni, il messaggio è comunque non arrendersi, fare, provare, ricominciare. Anche se a volte non va sempre tutto nel verso giusto. Una denuncia alla società da parte dello scrittore, più che un giudizio nei confronti dei protagonisti. Forse un rimprovero ad una società ormai crudele, asettica, priva di appigli. Una fotografia della realtà che ci circonda, fatta di lotte e inseguimenti.