Il 14 aprile del 2012, a soli 26 anni di età, Piermario Morosini ci lasciava per sempre. Un malore improvviso durante il primo tempo del match tra Pescara e Livorno lo fece cadere a terra esanime: a nulla servirono i soccorsi, non solo dello staff ma anche di tutti gli altri 21 giocatori in campo. Morosini non ce la fece, lasciando un vuoto incolmabile, ancora dopo 8 anni, nei cuori di tutti gli appassionati di questo meraviglioso sport. Ripercorriamo insieme la sua breve carriera, quel tragico giorno primaverile di otto anni fa e tutti gli attestati di affetto che il mondo del calcio gli ha voluto dedicare.

La carriera di Piermario Morosini

Piermario Morosini nasce nelle giovanili della Polisportiva Monterosso e cresce in quelle dell’Atalanta, per poi trasferirsi all’Udinese a 19 anni. Con i friulani debutta in Serie A a 20 anni, collezionando 5 presenze nella sua prima stagione in prima squadra. Nelle stagioni successive gira in prestito tra Bologna, Reggina, Padova e Vicenza. Con i veneti riesce a incidere più che con ogni altra squadra, trovando anche il suo primo e unico gol trai professionisti. Nel 2012 arriva il prestito al Livorno, che in quella stagione disputava il campionato di Serie B. Ciò che nessuno sa e che nessuno avrebbe mai voluto immaginare, è che l’amaranto sarà l’ultimo colore indossato dal centrocampista bergamasco.

14 aprile 2012

Allo Stadio Adriatico di Pescara si stava disputando il match trai padroni di casa e il Livorno. Era la quattordicesima giornata del girone di ritorno del campionato cadetto. Alla mezz’ora di gioco, un’azione offensiva del Livorno veniva bruscamente interrotta dalle grida di alcuni giocatori in mezzo al campo: Piermario Morosini si era appena accasciato a terra. Le prime sensazioni non furono buone, ma i calciatori stessi, insieme allo staff medico dello Stadio e delle due società fecero il possibile per sfidare il destino. Il calciatore, trasportato all’Ospedale di Pescara, morì alle 16:45 a seguito di una crisi cardiaca. Gli esami successivi diedero una disamina chiara e disarmante: Morosini è morto a causa di una rara malattia ereditaria, la cardiomiopatia aritmogena.

L’affetto del mondo del calcio

Dopo la sua morte sono state molteplici le iniziative da parte delle società calcistiche per onorare la sua memoria. Innanzitutto basti pensare che in Spagna prima di Real Madrid-Gijon si è osservato un minuto di silenzio e il Barcellona ha giocato con il lutto al braccio. Restando in Italia, le principali iniziative sono arrivate dalle società in cui lui aveva militato.

In primis il Vicenza e il Livorno hanno ritirato la sua fedele maglia numero 25. Inoltre il Vicenza ha anche intitolato a lui il Centro Tecnico di Isola Vicentina. Il Livorno ha intitolato a Piermario Morosini la Gradinata dell’Armando Picchi, mentre l’Atalanta la Curva Sud dell’ex Atleti Azzurri d’Italia. Infine, un esatto dopo la sua morte, il Pescara gli ha intitolato la Curva Sud, usata come settore ospiti, dell’Adriatico, stadio in cui ha perso la vita.

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