Pietro Sermonti: nella famiglia dell’attore oltre ai celebri genitori famosi nel mondo dell’editoria e dello spettacolo, anche una sorella minore, Anna sposata nel 2011 con Luigi Ravagnan
L’artista 52enne sarà tra gli ospiti di Domenica In, a partire dalle 14:00 su Raiuno dove presenterà la serie Prime Video che lo vede protagonista, Gigolò per caso. L’attore è il primogenito di Vittorio Sermonti , scrittore e dantista scomparso nel 2016 e di Samaritana Rattazzi, giornalista e figlia di Susanna Agnelli. Nata a Roma nel 1947. Baccalaureata in filosofia, è stata praticante giornalista a “La Voce Repubblicana”, poi alla testata “L’Occhio” e al “Corriere Medico”, con specializzazione in politica sanitaria. In seguito ha collaborato anche al “Corriere della Sera”, “L’Opinione”, “La Stampa”. Dal 1980 è iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Nel 1986 ha fondato Public Affairs S.r.l, società di pubbliche relazioni, specializzata in relazioni istituzionali e lobbying. Collabora con Barabino&Partners e il Gruppo Edelman. Dal 2009, è stata vice Presidente della Fondazione “Il Faro” di Susanna Agnelli, specializzata in corsi di formazione professionale per minori svantaggiati. Ha pubblicato Mignon e il drago (Marietti J, 2020) e L’albero dei sogni (Marietti J, 2021).
Pietro Sermonti, i genitori

Sulla madre ha raccontato di aver ereditato nel corso di un’intervista a La Stampa: “Un senso del dovere prussiano, militaresco che rivendico come insospettabile ingrediente della mia anima. Sono l’unico bambino al mondo a non aver saltato un giorno di scuola se non per malattia”. Il celeberrimo padre è stato, docente di italiano e latino al liceo Tasso di Roma (1965-1967) e di tecnica del verso teatrale all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica (1973-1974), consulente CEE (1985-1988), poeta e lettore di poesia, si è sempre occupato dell’energia vocale latente nei testi letterari, ossia del rapporto fra la scrittura e la voce. Sermonti collaborò a diversi giornali: L’Unità tra il 1979 e il 1982, Il Mattino nel 1985-86, il Corriere della Sera dal 1992 al 1994). Nelle sue centoventi regie per la radio (1958-1984), ha lavorato con i più grandi attori del tempo: da Renzo Ricci a Vittorio Gassman, da Paolo Poli a Carmelo Bene, da Sarah Ferrati a Valeria Moriconi. Il grande successo tra gli anni Ottanta e Novanta con la lettura de La Divina Commedia introdotta da racconti critici, Sempre sulle pagine de La Stampa l’attore aveva raccontato come aveva affrontato la morte del padre nel 2016:
È morto a novembre mentre giravo questa seconda stagione. Recitare con quel dolore addosso, chiamare papà un altro attore quando hai perso il tuo da tre giorni, va contro le leggi della fisica….Il primo giorno di riprese dopo la morte di papà dovevo presentarmi sul set molto presto. Avevo dormito pochissimo per ascoltare le registrazioni in cui leggeva Dante. Quando è arrivata a prendermi l’auto della produzione, sono sceso con gli occhi ancora zuppi di lacrime e gli occhiali neri perché mi vergognavo di farmi vedere ridotto così. C’era una macchina ferma sotto casa. Ci sono salito su e, senza guardare, ho toccato il braccio dell’autista. Solo allora ho alzato lo sguardo e ho realizzato che aveva addosso una tuta arancione da benzinaio. Ero salito sull’auto sbagliata. Sono scoppiato a ridere. Ho pensato che fosse l’ennesima beffa di mio padre, capace di farmi passare dalla desolazione al riso in quel modo
Sermonti ha parlato anche dell’eredita consegnatagli dal padre: “Mi ha dato le chiavi per uscire dalla solitudine in cui vivevo da bambino: il senso del gioco, la sostanza magica che mi ha salvato. Credo sia per questo che prima ho giocato a calcio, poi sono finito a fare l’attore che è un grande gioco fatto di trucco, di viaggi, di pause, di tribù dove si prendono cura di te….La sostanza di cui sono fatto. Le parole che uso. L’amore per i libri e per le storie da raccontare. E ore e ore di registrazioni, della sua voce sparsa in una miriade di nastri” (Fonte Corriere Della Sera)
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