È stata inaugurata questa mattina la nuova edizione di Più libri più liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori. Anche quest’anno, ad ospitare l’evento -che si terrà fino all’8 dicembre- è il Nuovo Centro Congressi di Roma, meglio noto come La Nuvola di Fuksas.

Le prime ore dopo l’apertura dei cancelli sono state caratterizzate da una grandissima affluenza, in particolare scolaresche. Anche quest’anno, dunque, PLPL si conferma uno strumento utilissimo per avvicinare le nuove generazioni alla lettura, consentendo loro di “toccare con mano” i libri, e di confrontarsi con gli espositori, pronti a consigliarli in base alle loro preferenze e interessi.

Più Libri Più Liberi 2025: il tema della nuova edizione

Il filo conduttore della rassegna è Ragioni e sentimenti; come si legge sul sito ufficiale, «Per i 250 anni dalla nascita di Jane Austen, mescoliamo le parole e le misure per farci raccontare e raccontare le ragioni e i sentimenti». Seguendo il tema selezionato dalla curatrice del programma Chiara Valerio, al suo ultimo anno alla guida della Fiera, all’interno dello spazio espositivo si svolgeranno settecento appuntamenti. A questi prenderanno parte 569 editori, provenienti da tutta Italia.

Lo scorso anno Valerio era stata sommersa dalle critiche per aver inserito nel programma un intervento del suo amico e collega Leonardo Caffo, all’epoca a processo per maltrattamenti e lesioni gravi ai danni dell’ex compagna, e ora condannato in primo grado. Quest’anno, invece, a far storcere il naso a molti è la presenza di Passaggio al bosco, editore giudicato vicino all’ideologia nazi-fascista.

La protesta degli autori per la presenza della casa editrice “Passaggio al bosco”

Alla vigilia dell’apertura di PLPL 2025, circa ottanta autori, tra i quali Alessandro Barbero, Anna Foa, Antonio Scurati, Domenico Starnone, Carlo Ginzburg, Giovanni De Mauro, Christian Raimo e Zerocalcare, hanno firmato un appello rivolto all’AIE. «Da autrici, autori, case editrici, e naturalmente persone che frequentano le manifestazioni culturali di questo paese», si legge,«siamo rimasti sorpresi nello scoprire che, tra gli stand della fiera della piccola e media editoria “Più Libri Più Liberi”, quest’anno abbia trovato spazio “Passaggio al Bosco”, casa editrice il cui catalogo si basa in larga parte sull’esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita».

«Nelle dichiarazioni dell’editore», prosegue la nota, «questi titoli dovrebbero rappresentare “Il punto di vista del pensiero identitario”. Quale sia precisamente questo punto di vista lo si capisce scorrendo le schede dei libri compilate dall’editore stesso. Il pamphlet scritto da Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen Ss, rappresenterebbe “impareggiabile contributo alla formazione dell’élite militante”. Com’è possibile che, pur nel rispetto di ogni orientamento politico, questo tipo di pubblicazione sia stata ritenuta compatibile con il regolamento che viene sottoscritto da ogni editore?».

Le parole del presidente dell’AIE e la replica di Christian Raimo

Zerocalcare, tra i firmatari della lettera, ha annunciato che non parteciperà all’evento, e anche il Comune di Roma ha dato forfait alla conferenza stampa inaugurale. Nel corso della presentazione del programma, il presidente dell’Aie, Innocenzo Cipolletta, ha replicato alle accuse: «Siamo contro ogni forma di censura. Spetta ai lettori aderire o meno a una proposta editoriale. È evidente che, se ci sono degli editori che commettono dei reati, vadano denunciati. Diversamente, spetta ai lettori aderire o meno a un’offerta editoriale. Ma la censura no».

Di parere totalmente opposto Christian Raimo, che ha aderito all’appello e che, questa mattina, è intervenuto alla conferenza. Queste le sue parole:«Penso che il stiamo sottovalutando il problema. Il mondo sta cambiando e le idee naziste stanno tornando nel dibattito pubblico. Bisogna trovare un modo più diretto non di censurare ma di mettere un confine democratico alle idee che possono essere espresse facendo parte del dibattito pubblico. Estromettere la propaganda nazista ci consente di avere un confronto di idee».

Federica Checchia