Cultura

Polis Teatro Festival, in scena Lo stupro di Lucrezia

Al teatro Rasi di Ravenna, ieri sera, il poema di Shakespeare nella versione concerto di  Valter Malosti e G.U.P. Alcaro

Lo stupro di Lucrezia, poema di Shakespeare del 1594, portato in scena dal regista e attore Valter Malosti ieri sera al teatro Rasi di Ravenna, è un’esperienza della musicalità e delle bellezza delle parole. Senza una scenografia, senza luce, senza un protagonista che non sia la voce dell’attore che trascina il pubblico nello spaventoso monologo dell’autore dello stupro.

Spettinato e vestito come un cantante anni ’80 Malosti, davanti a un leggio, snocciola il dramma che si consuma nella Roma del primo ‘500 avanti Cristo di Tarquinio il superbo, viziata da potere e malvagità, ormai in declino. Dall’amichevole disputa tra i generali dell’esercito romano su chi sia tra le mogli di Roma la più virtuosa, germina il desiderio incontrollato di Sesto Tarquinio, figlio del re, verso Lucrezia, descritta dal marito Collatino come la più bella e la più virtuosa.

LO STUPRO DI LUCREZIA NELLA VERSIONE CON  ALICE SPINA E JACOPO SQUIZZATO 
(C) GIULIA CAIRA
LO STUPRO DI LUCREZIA NELLA VERSIONE CON ALICE SPINA E JACOPO SQUIZZATO
(C) GIULIA CAIRA

Allo spettatore Malosti presenta la psicologia contorta di chi sta per compiere la violenza sulla donna, come una discesa agli inferi inarrestabile e irrefrenabile ma sempre, fino all’ultimo, consapevole. Una follia cattiva e meticolosa da cui Tarquinio non sa e non vuole arretrare. Lucrezia, dopo lo stupro, lamenta la spietatezza del buio che ha fornito l’ occasione del crimine, del terrore che adesso la abita e che la porta al suicidio. Mentre racconta la sua agonia si paragona alla città troiana saccheggiata.

La sua morte è la goccia che fa traboccare il vaso e scatena la rivolta contro l’ultimo re di Roma. Il sottofondo musicale torbido e inquietante di G.U.P. Alcaro che accompagna Malosti per tutto lo spettacolo, amplifica l’inquietudine   di questa versione della rivisitazione di Malosti sull’opera shakespeariana. Sul palco non ci sono infatti gli attori del Teatro Stabile di Torino, diretto dallo stesso Malosti, Jacopo Squizzato e Alice Spina, a interpretare Tarquinio e Lucrezia, ma il solo Malosti, trattandosi appunto di uno spettacolo aperto a più versioni.

Quella presentata a Ravenna, nell’ambito della seconda edizione del Polis Teatro Festival di ErosAntEros, è la stessa commissionata da Rai Radio3 e andata in onda nel 2012.

Anna Cavallo

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