Cultura

Il ponte di Genova, tra passato e presente

Una vista del ponte di Genova fino al 2018. Photo credit : web
Una vista del ponte di Genova fino al 2018. Photo credit : web

Il nome del ponte di Genova o ponte Morandi era il “Viadotto Polcevera“, fu costruito fra il 1963 e il 1967 su progetto dell’Ingegner Morandi; la struttura innovativa sorse su un area complessa avendo per altro una considerevole lunghezza. Fù inaugurato il 4 settembre del 1967.

Lungo 1.182 metri e alto 45 metri dal piano stradale, con 2 carreggiate e 4 corsie. Il ponte di Genova sovrastava due blocchi ferroviari, il torrente Polcevera e l’area urbana. La realizzazione dell’opera ha avuto un ruolo strategico per il collegamento tra l’italia settentrionale e la Francia; asse stradale primario di collegamento tra il centro di Genova e la sua area industriale, con i suoi numerosi svicoli era il tratto finale dell’A10.

Immagine dall'alto del ponte Morandi
Immagine dall’alto del ponte Morandi

L’Ingegner Morandi

Nato a Roma il 1° settembre del 1902 si laureò in Ingegneria presso l’Università Sapienza a Roma. Iniziò la sua carriera con la progettazione di alcuni edifici e il recupero di altri utilizzando il cemento armato. Nel 1948 ottenne il brevetto sul calcestruzzo armato precompresso. Tale sistema è chiamato “Morandi M5“. L‘ingegner Morandi morì a Roma nel Dicembre 1989.

Il suo Brevetto e la capacità di progettare strutture complesse e leggere al tempo stesso, lo portarono ad essere insignito di numerosi riconoscimenti. L’Ingegner Morandi nella sua carriera progettò e realizzò piu di 100 opere. Tra le tante ricordiamo a Roma il Viadotto Ansa del Tevere oltre che un aviorimessa a Fiumicino, a Firenze un hangar per una superficie di 3.500 M2 e a Torino il padiglione sotterraneo del Salone dell’automobile.

Viadotto Ansa sul Tevere Photo credits: web
Viadotto Ansa sul Tevere Photo credits: web

Il crollo del ponte di Genova

Martedi 14 Agosto 2018 alle ore 11:36 sotto una pioggia battente una sezione del Viadotto Polcevera (Ponte Morandi) crollava causando la morte di 43 persone tra gli automobilisti in transito in quel momento sul ponte e alcuni operai a lavoro nella zona industriale sottostante.

Molte sono stati i fattori che hanno causato il crollo del ponte di Genova oltre al degrado dello stato del cemento, a questo hanno contribuito l’azione corrosiva dei venti marini e quella delle vicine acciaierie, associata ad una scarsa manutenzione. La fase di demolizione del ponte è iniziata nel febbraio 2019 e terminata ad agosto dello stesso anno.

Un'immagine del crollo. Photo credits : web
Un’immagine del crollo. Photo credits : web

L’inaugurazione del Ponte di Genova

Inaugurato 14 agosto 2020 nel giorno del Santo patrono, il ponte è stato chiamato “San Giorgio”. Su progetto dell’architetto Renzo Piano, la realizzazione è stata affidata alle aziende Salini Impregilo e Fincantieri, per la costruzione del nuovo ponte sono stati allestiti più di 20 cantieri.

Il progetto ha impiegato più di 1000 maestranze e coinvolto circa 30 tra piccole e medie imprese italiane. I lavori si nono svolti 7 giorni su 7 con turni h24; tutto questo è stato fatto adottando le massime misure precauzionali anti Covid-19. Il 28 aprile 2020 è stata issata l’ultima campata a conclusione del ponte.

Il nuovo ponte "San Giorgio" photo credits : web
Il nuovo ponte “San Giorgio” photo credits : web

Il nuovo ponte

Un eccellenza frutto del genio italico

Questo ha detto il Presidente Conte al taglio del nastro. L’opera ha caratteristiche di grande innovazione in merito alle infrastrutture. Costruito in acciaio-calcestruzzo è lungo 1067 metri, largo 31 e alto 45 metri, il ponte san giorgio presenta 4 corsie più 2 di emergenza; la struttura è composta da 19 campate e sorretta da 18 piloni in cemento armato.

Il nuovo ponte ha tutti i requisiti di sostenibilità ambientale. Tra le tante innovazioni la struttura è dotata di impianti fotovoltaici, l’energia prodotta dai pannelli servirà a soddisfare il funzionamento dei sistemi del ponte. L’illuminazione è assicurata da ben 18 lampioni. Un’altro grande impiego delle nuove tecnologie sta nell’utilizzo di 2 robot; questi ispezioneranno la superficie interiore del ponte e della pulizia delle barriere antivento.

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di Loretta Meloni

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