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Pride 2020: niente parate ma la lotta non si ferma

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Come purtroppo potreste immaginare la pandemia ha cambiato tutto, anche il Pride. Le tradizionali parate annuali di tutto il mondo quest’anno sono sospese. Ma le battaglie per i diritti non intendono cessare, cambieranno solo le forme. Tutti gli eventi previsti qui in seguito:

La battaglia per i diritti delle persone lgbt+ cambierà forma, ma questo non ferma la lotta.

«Se non lotti per i diritti di qualcuno che ne è privato quando colpiranno i tuoi, nessuno si muoverà per te. E ti ritroverai solo»

ricordava Harvey Milk, famoso consigliere comunale di San Francisco, simbolo del movimento per i diritti delle persone omosessuali, ucciso per il suo impegno nel 1978 e primo consigliere politico bisessuale.

Quest’anno, a causa della crisi sanitaria dovuta alla pandemia di coronavirus, le tradizionali parate di tutto il mondo sono sospese.Si tratta di una crisi globale, e quindi quel momento di espressione libera e vicinanza reciproca è purtroppo impossibile da realizzare.

Ma cosa possiamo fare al posto del Pride?

Perciò in occasione del Global Pride del 27 giugno da ogni parte del mondo partiranno iniziative online e molte città coloreranno di arcobaleno i musei principali. Lo farà Milano a palazzo Marino, sede del Comune. Il Global Pride ricorda i moti di Stonewall avvenuti nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969 a New York.

https://www.instagram.com/p/CBxS9VIDYGM/

Perciò ecco che è stata organizzata una maratona di 26 ore online per Global Pride. A partire dalle 7.30 ora italiana del 27 giugno, la maratona coinvolgerà i Pride di tutto il globo, con vari eventi. La natura intersezionale dell’evento è promettente: ci saranno interventi legati anche al movimento contro il razzismo Black Lives Matter. Noi BRAVE GIRLS crediamo sia assolutamente opportuno viste le sollevazioni internazionali di questo periodo.

Il Pride c’è, ma non la parata

Ma ovviamente ci mancherà la forma di protesta che è sempre stata la parata del Pride. Quelli che sono stati costretti ad annullare la parata sono già in molti: a partire dalla Nuova Zelanda, dall’Australia e dal Giappone fino a raggiungere, a fine kermesse, gli Stati Uniti.

Ovviamente è una perdita in termini di rappresentazione “sul campo”, siccome ancora per molti la parata del Pride è sottovalutata nella sua importanza politica. Ricordiamo che non soltanto la parata del Pride ha una forte importanza al livello di rappresentazione, ma anche come momento di solidificazione sociale tra componenti della lotta.

Cioò significa che la presenza fisica di una moltitudine di persone disposte a invadere le strade per manifestare la libertà e la liberazione della cultura Queer crea una rappresentazione forte all’interno della società. Impedisce alla cultura mainstream di ignorare l’esistenza di persone queer, e impone socialmente la normalizzazione delle inclinazioni sessuali e di genere non-eteronormative. Fondamentalmente costringe l’opinione pubblica a vedere, perchè ricordiamo che fino a non pochi anni fa se ne negava l’esistenza relegandola a pochi casi di devianze sessuali.

L’importanza della coesione sociale:

Ma non solo. Si tratta, per chi lo ha vissuto, di un momento di festa e comunione. Si intersecano varie sfumature di un movimento, si toccano varie realtà della stessa lotta. Si crea coesione anche tra chi, non è direttamente discriminato, ma è parte della lotta perchè crede nella parità di diritti. Si tratta di un momento importantissimo per la libertà di espressione e un’occasione importante per comunicare ma anche giocare.

Ricordiamo che la libertà d’espressione è un diritto fondamentale dell’uomo e che non può essere limitata dal suo orientamento sessuale o di genere. Questo è il motivo per cui il pride è sempre stato considerato “osceno” dalla visione etero-normativizzata della società. Ma è anche il motivo per cui continuerà ad esserlo e non può essere diversamente.

Perchè il pride è “orgogliosamente osceno”

È bene ricordarlo: ogni intervento di normalizzazione delle forme del Pride è un piccolo o grande attentato all’anima stessa della celebrazione. I cortei hanno precisamente lo scopo di rivendicare ed esporre ciò che alla società risulta scomodo.

Il Pride indigna, inquieta, destabilizza.
Di proposito.

Il Pride destabilizza: ma i cortei sono proprio questo: celebrano e mettono sotto gli occhi di tutti ciò che è inutilmente stigmatizzato, ciò che pur non violando alcuna legge è però, di fatto, fuori legge.

Al Pride si sperimenta la liberazione del corpo e della personalitàl’accettazione incondizionata dell’altro, il tutto all’insegna del divertimento e del gioco. Della caduta dei pregiudizi.

Estratto dalla bellissima riflessione di Gay.it.

E in italia, che “Pride” avremo?

https://www.instagram.com/p/CB2vCmyjHOS/?utm_source=ig_embed

A Roma, il 28 giugno dalle 17 al parco Appio, prenderà forma «Siamo Pride» il primo evento dal vivo del format «Prendiamola con filosofia», ideato da Piano B e Tlon. Tantissimi gli ospiti in programma che dialogheranno con Maura Gancitano di Tlon e l’avvocata e attivista lgbt+ Cathy La Torre. Saranno presenti, tra gli altri, Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, Aboubakar Soumahoro, Vladimir Luxuria, Ludovico Bessegato e Pietro Turano con Sumaya Abdel Qader, per una serie di talk dedicati a diversità e inclusione.

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Maria Paola Pizzonia

Studentessa di Sociologia Politica alla Sapienza di Roma, ha inoltre conseguito l'attestato di Scrittura alla Scuola di Narrativa e Saggistica Omero di Roma, e ha partecipato fino al 2016 agli Studi Pirandelliani di Agrigento. Ha lavorato con Live Social by Radio Capital. Pendolare dalla periferia al centro, dipendente da caffeina e sarcasmo, fumettista a tempo perso, nerd a tempo pieno. Scrive su MdC, Chiasmo Magazine. Redattrice di Metropolitan per Cinema, Attualità&Politica, Infonerd. Ha fondato BRAVE GIRLS.
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