La vita di un artista non è mai facile e il sostegno della famiglia può essere importante. Ci sono artisti che lo hanno sempre avuto, ma altri invece no. Emblematico il caso di Britney Spears. Era il 2021 quando scoppiò il caso: Britney era sotto conservatorship del padre. La cantante di Baby one more time, infatti, dal 2008 non era più libera di gestire il suo patrimonio e sé stessa, a causa della decisione di un giudice. Tutto fu affidato al padre Jaime. Perché? A causa del suo esaurimento nervoso. E così per ben tredici anni Britney è stata sotto tutela del padre. Ed è solo nel 2021, anche grazie ai fan che hanno fondato il movimento FreeBritney, che questo retroscena è venuto alla luce. Da lì, ha inizio la battaglia legale per porre fine alla conservatorship. Il 12 novembre 2021, il giudice Brenda Penny mette fine a un incubo durato 14 anni ponendo fine alla tutela di Jaime. Da allora Britney è una donna libera e i rapporti con la sua famiglia sono molto tesi.

Britney ha avuto un “lieto fine”, ma ci sono artisti che non sono stati così fortunati. Un caso emblematico è quello di Amy Winehouse, scomparsa a soli ventisette anni nel luglio del 2011. Nonostante la brillante carriera, la vita privata di Amy è stata molto tumultuosa, segnata dalle dipendenze da droghe e relazioni tossiche.

Il caso di Amy Winehouse

Amy Winehouse a una premiere. Photo Credits Britannica

Tutto inizia quando i genitori di Amy divorziano. Lei ha solo nove anni e viene affidata alla madre, anche se il padre sarà sempre presente nella sua vita. E il loro rapporto è soffocante e morboso. Da qui tutto inizia a precipitare. Fin da giovanissima la cantante di Back to black inizia a consumare marijuana e sostanze stupefacenti. Il tutto aggravato anche dai suoi disturbi alimentari, quali l’anoressia e la bulimia.

Ma è nel 2005 che la situazione si complica ancora di più. Amy conosce Blake Fielder-Civil, con cui inizia una storia d’amore morbosa e tormentata, per non dire tossica. Qui la cantante britannica inizia a fare consumo di cocaina, ecstasy, eroina e ketamina. Tutto per amore di Blake, che la incita a farlo. Gli abusi le costarono quasi la morte per due volte.

Ma una volta messe da parte le droghe, Amy si diede all’alcool, sviluppando una dipendenza. Dipendenza che causò la sua morte nel 2011.

Kurt Cobain e il suo rapporto con la droga

 Pensando a Amy Winehouse, un altro artista che viene in mente e morto esattamente come lei a ventisette anni è Kurt Cobain. Anche lui, ha vissuto in una situazione familiare instabile. I suoi genitori, infatti, divorziano quando Kurt ha solo sette anni, evento che ebbe un grossissimo impatto su di lui, perché sviluppò una forte asocialità.

Presto la droga entrò nella sua vita, specialmente in quella di celebrità. E non solo, anche in quella amorosa. La sua relazione con Courtney Love fu caratterizzata dal consumo di eroina, anche quando arrivò la loro figlia. Risale a due anni prima della sua morte, la sua prima overdose quasi mortale. Infatti, per tutta la sua carriera il cantante dei Nirvana cercava sempre la morte, trovandola nel 1995.

Elettra Cortimiglia